HomeVareseCronacaUccise il suocero, la perizia: Manfrinati era capace di intendere e volere. “Ora l’ergastolo”Escluse gravi patologie psichiatriche per l’imputato dell’omicidio di Fabio Limido e del tentato omicidio della figlia Lavinia, sua ex moglieMarco Manfrinati in Questura Varese dopo l'arrestoRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciVarese – “Ciò che mi aspetto adesso è il fine pena mai”. Le parole di Lavinia Limido risuonano nell’aula bunker del tribunale di Varese al termine di una delle udienze più importanti del processo per il delitto di Casbeno.
Una giornata destinata a segnare una svolta nel procedimento che vede imputato Marco Manfrinati, 42 anni, ex avvocato di Busto Arsizio, accusato dell’omicidio di Fabio Limido e del tentato omicidio dell’ex moglie.
La Corte d’Assise ha infatti ascoltato il confronto tra i consulenti chiamati a valutare le condizioni psichiche dell’imputato al momento dell’aggressione avvenuta il 6 maggio 2024 in via Menotti. Una perizia attesa da mesi e destinata ad avere un peso determinante sull’esito del processo. La conclusione a cui sono arrivati gli esperti nominati dal tribunale e dalla Procura è netta: Marco Manfrinati era capace di intendere e di volere. Nessun grave disturbo psichiatrico, nessun vizio di mente in grado di compromettere la consapevolezza delle proprie azioni.









