La replica arriva secca, affidata a parole che tentano di disinnescare la bomba politica lanciata poche ore prima dal rivale. Il candidato sindaco del movimento civico Controcorrente, Michele Sodano, risponde punto su punto alle durissime accuse di Giuseppe Di Rosa, respingendo al mittente l'ipotesi di un'aggressione verbale tra i corridoi del Municipio e offrendo una versione dei fatti radicalmente opposta.
Quello che per Di Rosa è stato un "comportamento gravissimo fatto di insulti e provocazioni", per Sodano si è trattato semplicemente di un tentativo di distensione diplomatica, seppur respinto.
La smentita: «Chiamate i testimoni, la mia era educazione»
Sodano ricostruisce i convulsi minuti vissuti all'interno del palazzo cittadino durante il deposito delle liste per il ballottaggio del 7 e 8 giugno, sfidando chiunque a dimostrare il contrario. «Al Comune ho incontrato il candidato Di Rosa e volevo solo stringergli la mano. Chiamate tutti quelli che erano lì», esordisce il leader civico, rivendicando la correttezza del proprio comportamento istituzionale.
«L'insulto non ha mai fatto parte del mio stile», taglia corto Sodano, rimarcando il confine tra la durezza dello scontro elettorale e la civiltà dei rapporti personali: «La politica è una cosa, i rapporti umani sono altro. Nonostante la sua indifferenza tra i corridoi del Comune volevo stringergli la mano, con enorme fair play, con l’educazione e il rispetto di fine campagna elettorale».
















