Dal Dopoguerra feudo inespugnabile della Dc e poi dei suoi eredi di area moderata, per la prima volta nella storia Agrigento ha un sindaco progressista. Il bocconiano Michele Sodano, ex deputato M5s, che aveva mancato la vittoria al primo turno per una manciata di voti, ha stravinto il ballottaggio, ottenendo il 72,31% dei voti, staccando Dino Alonge (27,69%), il candidato di centrodestra. Nel comitato elettorale la festa è cominciata ancora prima di arrivare a metà delle schede scrutinate per il distacco incolmabile: commosso e in lacrime l'ex Iena Ismaele La Vardera, è stato lui, col suo movimento Controcorrente, a proporre Sodano agli alleati, compattando il fronte progressista e incassando un risultato che gli darà ancora più forza all'interno del campo largo nei tavoli di confronto sulle strategie per le elezioni regionali e le politiche dell'anno prossimo. Finisce in mille pezzi invece il centrodestra, che si era presentato spaccato a questa tornata di amministrative: FdI, Fi, Mpa e Udc con Alonge, mentre Lega, Dc e Nm con Luigi Gentile. Un clima rovente pre-elettorale che si è avvelenato ancora di più dopo i risultati del primo turno, facendo presagire una resa dei conti tra i ras agrigentini l'uno contro gli altri armati. Così è stato. Quella che era la roccaforte granitica del consenso di molti politici di centrodestra è crollata di colpo. Il neosindaco Sodano promette "una nuova primavera per Agrigento", mentre La Vardera si gode il successo e pensa alle prossime mosse: "Non potevo ricevere regalo migliore per il mio compleanno, da oggi parte la nostra storia, da qui parte la liberazione della Sicilia. È un chiaro avviso di sfratto al governo Schifani, ad Agrigento un modello di governo da esportare anche per le prossime regionali". Per il segretario del Pd siciliano, Anthony Barbagallo "adesso occorre accelerare il processo costituente di un'alleanza e di un programma che sia in grado di liberare tutta la Sicilia da un sistema criminogeno che ha razziato la nostra regione". Di "segnale dirompente" parla il coordinatore siciliano del M5s, Nuccio Di Paola: "Basta scandali, servono pulizia e capacità amministrativa ed il campo alternativo incarna pienamente questi valori". Davide Faraone, vicepresidente di Italia Viva, aggiunge: "È il successo di una coalizione unita, coesa e credibile; in questi anni Agrigento è stata troppo spesso mortificata da una politica concentrata più sulla gestione del potere che sullo sviluppo del territorio". Amara la riflessione dello sconfitto, Dino Alonge. "Qualcosa non ha funzionato, l'inchiesta dei giorni scorsi certamente non mi ha aiutato", dice riferendosi all'indagine della Procura di Caltanissetta per corruzione a carico del deputato regionale Riccardo Gallo che con Forza Italia sosteneva la sua candidatura.
Sodano primo sindaco progressista ad Agrigento, crolla il feudo ex Dc - Notizie - Ansa.it
Al ballottaggio vince col 72,31%. Esulta Controcorrente. Resa dei conti nel centrodestra (ANSA)












