(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le catene di approvvigionamento negli ultimi anni hanno acquisito un ruolo sempre più centrale.
Infatti «la globalizzazione ha permesso di costruire catene del valore lunghe e specializzate, capaci di abbattere i costi e di sostenere margini superiori».
Tuttavia, i conflitti in Medio Oriente e in Ucraina, le tensioni geopolitiche e la pandemia di Covid-19 «hanno reso evidenti i costi nascosti di quelle architetture» e la necessità di intervenire per migliorarle e rafforzarle. È quanto spiega in un’intervista a Radiocor Roberto Tubaldi, Assistant Professor of Finance dell’ESCP Business School presso il campus di Torino, che sostiene che una supply chain «più resiliente, più diversificata, più trasparente» sia fondamentale per «ridurre la variabilità dei costi di input e la probabilità di razionamento nei periodi di stress».
Inoltre, gli shock nelle filiere lasciano un’impronta significativa sulla struttura industriale, come illustra la ricerca Supply Chain Shortages, Large Firms’ Market Power, and Inflation – a cui Tubaldi sta lavorando con Francesco Franzoni dell'USI Lugano e Swiss Finance Institute e Mariassunta Giannetti della Stockholm School of Economics.









