Le catene globali del valore stanno attraversando una metamorfosi profonda: il modello fondato sull’ottimizzazione dei costi e sulla prevedibilità dei flussi ha lasciato il posto a una condizione di volatilità strutturale, in cui le imprese europee si misurano con tensioni tariffarie, interruzioni lungo snodi globali essenziali e con la necessità di rivedere la geografia degli approvvigionamenti.La distanza media percorsa dalle importazioni dell’Unione Europea è cresciuta di circa il 6% in sei anni: sono circa 114 chilometri in più per spedizione rispetto al 2019. Più che accorciarsi, le filiere sembra che si siano frammentate. Il trasporto su strada torna dunque a pesare come variabile strategica importante. Nell’Unione Europea il segmento copre il 52,6% delle merci movimentate in tonnellate-chilometro. La rete su gomma è la spina dorsale dell’ultimo miglio e delle relazioni intra-europee e la sua tenuta dipende oggi dalla capacità di assorbire flussi più piccoli e più frequenti.Per contenere gli stock e reagire più rapidamente al mercato le imprese sostituiscono sempre più spesso le grandi spedizioni periodiche con flussi frazionati. È il motore della crescita del segmento Less-than-Truckload, che secondo le proiezioni di mercato raggiungerà 231 miliardi di dollari entro il 2026 con un tasso annuo del 4,7%, mentre in Europa è atteso un CAGR del 5,8% al 2033. Sul mercato pesano due meccanismi che ridefiniscono l’equazione costo-conformità: l’estensione del sistema ETS al trasporto stradale (ETS2), già operativa nelle aspettative di prezzo, e il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), entrato nella fase definitiva il 1° gennaio 2026. Le associazioni di categoria stimano un impatto fino a 6.000 euro l’anno per camion legato all’ETS2. Dentro questo quadro il valore di un partner logistico si misura sulla capacità di comporre e gestire reti.Una rete europea ridisegnata dopo l’integrazione DSV-SchenkerL’acquisizione di Schenker da parte del gruppo danese DSV, completata nell’aprile 2025, è l’operazione più rilevante del 2025 nel comparto: un passaggio che ha proiettato il gruppo al primo posto mondiale nel settore della logistica per volume di spedizioni gestite, ridefinendone al tempo stesso il posizionamento nel trasporto terrestre europeo. Oggi il perimetro conta circa 150.000 persone in 90 Paesi e un gross profit 2025 di 9 miliardi di euro (+59%). Per la divisione Road significa oltre 50.000 mezzi al giorno e 100 milioni di spedizioni annue, gestiti attraverso più di 200 terminal e 300 uffici. In Italia 23 sedi, oltre 680 dipendenti e 457 milioni di ricavi 2025 tra DSV e Schenker.Quello che cambia non è solo la scala, è la frequenza: copertura quotidiana su tutte le destinazioni europee, contro la cadenza settimanale di parte dell’offerta concorrente. Per le imprese significa testare nuovi mercati con spedizioni a carico parziale, ovvero lo standard Less-than-Truckload va da due a undici metri di carico, senza immobilizzare risorse. In una fase in cui molte aziende stanno ripensando le proprie geografie di approvvigionamento e di vendita, la possibilità di accedere a nuovi mercati attraverso spedizioni frazionate consente di ridurre il rischio commerciale, validare nuovi corridoi logistici e costruire gradualmente una presenza internazionale più resiliente.E una volta testato il mercato, per le imprese è sempre possibile intensificare i flussi da poche partenze settimanali a una al giorno. La flessibilità, infatti, non riguarda solo l’ingresso in un mercato, ma anche la capacità di accompagnarne la crescita: dall’avvio con carichi parziali fino all’aumento progressivo della frequenza distributiva, senza dover ripensare il modello logistico. Il portafoglio integra sdoganamento con qualifica di Operatore Economico Autorizzato, assicurazione proprietaria, intermodale road-rail e un pacchetto dedicato al CBAM con meccanismi book-and-claim sul carburante sostenibile.Sul fronte della transizione il gruppo procede su un doppio binario: progressiva introduzione di mezzi pesanti elettrici e biocarburanti per abbattere subito l’intensità carbonica del parco esistente. Nell’estate del 2024 ha siglato con Volvo Trucks un accordo per 300 camion elettrici a zero emissioni, da integrare nella rete europea tra il 2024 e il 2026, e 500 mezzi ad alta efficienza energetica a diesel e gas, con il traguardo di 2.000 unità a zero emissioni entro il 2030. Grazie a questo accordo, DSV potrà disporre di una delle più vaste flotte aziendali di mezzi elettrici pesanti del Vecchio Continente.Il gruppo punta a una riduzione del 28% delle emissioni Scope 1 e 2 entro il 2026, validata dalla Science Based Targets Initiative. Sul piano della compliance il gruppo affianca i clienti nella rendicontazione delle emissioni di filiera, con un pacchetto dedicato al CBAM che va dall’analisi dei prodotti soggetti al meccanismo all’estrazione delle bolle doganali e alla preparazione dei report annuali e meccanismi book-and-claim che certificano in modo verificato i volumi di carburante sostenibile acquistati. L’affidabilità logistica torna al centro delle scelte strategiche. Quando le filiere si frammentano e la conformità si fa più stringente, il valore di un partner non si misura più nei tempi di transito ma nella capacità di accompagnare la crescita, scalare frequenze e geografie, tenere insieme servizio e rendicontazione.
Filiere più corte e flussi più frequenti: la nuova centralità del road europeo
Nel contesto di supply chain più volatili cresce il trasporto su strada nell’UE. Tra copertura quotidiana, flessibilità e carichi frazionati, come rispondono i leader della logistica europea?











