"La resilienza della catene di fornitura sta diventando una leva sempre più strategica per la competitività del manifatturiero. In un contesto caratterizzato da volatilità, pressione sui costi e crescente complessità delle filiere, le aziende sono chiamate a ripensare il modo in cui progettano e orchestrano i propri ecosistemi produttivi. L’AI agentica può rappresentare un acceleratore importante verso supply chain più autonome, predittive e adattive, capaci di migliorare visibilità, velocità decisionale e capacità di risposta".
Il panorama delle supply chain disegnato da Andrea Ruzzi, responsabile Consumer & Manufacturing Industries di Accenture Italia, fotografa una crisi del paradigma tradizionale che per decenni ha dominato le filiere globali. I recenti shock energetici e l’interruzione dei flussi commerciali nei principali nodi di transito del pianeta hanno messo a nudo l’insostenibilità delle catene del valore, imponendo un ripensamento profondo. Lo studio “Accenture Autonomous Supply Chain Global Survey”, elaborato da Accenture e condotto su un campione globale di mille top manager, ricorda come le reti di approvvigionamento siano state costruite negli ultimi 30 anni con l’unico obiettivo di ottimizzare il costo unitario. Il mix di strutture lunghe, frammentate e regolate sulle rigide metriche della produzione snella e dell’approvvigionamento immediato si sta rivelando inefficiente di fronte alle asimmetrie geopolitiche. Il rompicapo dei direttori operativi non è piùprevedere il singolo evento di blocco, ma essere veloci tra percezione, interpretazione e reazione lungo l’intera catena del valore.






