Il governatore di Bankitalia, alle sue terze Considerazioni finali, detta un’agenda che è un po’ un vademecum di sopravvivenza. Inimmaginabile una vera Europa senza un titolo di debito comune, la transizione energetica non può essere messa in discussione. La Cina distorce il mercato ma il vero problema rimane Hormuz. L’IA è una grande leva per la crescita ma va governata e non subita. E attenzione a nuove strette sui tassi

L’appuntamento è di quelli che raramente cambia veste o colore. Le terze Considerazioni finali di Fabio Panetta, alla guida di Bankitalia dal novembre 2023, hanno seguito lo stesso identico canovaccio che si sussegue da anni. Banchieri, imprenditori, manager, cronisti che si aggirano cercando sguardi amici per i grandi e variopinti saloni di Palazzo Koch, in attesa di ascoltare la relazione del governatore. Quest’anno, però, forse la differenza l’ha fatta l’attesa che si respirava nelle stanze di Via Nazionale: l’Italia, come del resto l’Europa, vive la la fase più incerta degli ultimi anni. E non è solo una questione di energia. L’incertezza arriva da lontano, dalla Cina, dall’Iran, dall’Ucraina. Ma non solo. La situazione è insomma delicata, anzi delicatissima. Per questo le parole del governatore andavano ascoltate con attenzione.