Cibo è il nostro inserto mensile che racconta il mondo attraverso ciò che mangiamo. Esce l'ultimo sabato di ogni mese sulla app di Domani e in edicola. In ogni numero svisceriamo un tema diverso con articoli, approfondimenti e commenti: questo mese parliamo di sostenibilità agricola, di pastore e agricoltrici e di chi alla vita cittadina preferisce un ritorno alla natura. Qui troverete man mano tutti gli altri articoli di questo numero. In questa pagina, invece, tutti gli altri articoli di Cibo, che è anche una newsletter gratuita. Ci si iscrive a questo link.
Nella canzone Ci vuole un fiore, Sergio Endrigo cantava che «per fare un seme ci vuole il frutto». Una visione fedele a ciò che i contadini fanno da sempre: selezione e scambio di sementi da mettere a frutto per scoprire cibo nuovo. Guardando frutta e ortaggi che la Gdo mette a banco, è impossibile non stupirsi per l’uniformità di forme, colori e specie. Non c’è spazio per la pesca ammaccata o il pomodoro di piccolo calibro.
Ma la selezione inizia dal punto cieco del dibattito sul cibo: il seme. Dopo millenni di selezione contadina si è arrivati all’oligopolio di una manciata di aziende sementiere, che decidono cosa si porta in tavola. A questo dominio costruito a colpi di brevetti, c’è chi cerca di resistere.









