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Ultimo aggiornamento: 8:00
di Antonella Galetta
Oggi, gran parte del mercato delle sementi agricole è dominato da poche multinazionali (tra cui Bayer, Syngenta, Chem China), che controllano oltre il 60% dei semi e il 75% degli agrofarmaci. Questo monopolio impone agli agricoltori l’acquisto non solo dei semi, ma anche dei pesticidi e dei prodotti chimici necessari, riducendo la biodiversità e mettendo a rischio la salute del pianeta e la libertà di scelta dei consumatori.
Un tempo i semi venivano selezionati in modo naturale, coltivati in condizioni ottimali e scambiati liberamente. Oggi, invece, le sementi disponibili sul mercato provengono da processi industriali che li rendono dipendenti da chimica e irrigazione. Il risultato è che gli agricoltori perdono autonomia, mentre si diffonde un modello agricolo monoculturale e standardizzato.









