Le nuove tecniche genomiche e il futuro delle sementi sono oggi uno dei nodi più sensibili per l’agricoltura europea, sospeso tra innovazione scientifica, tutela della biodiversità e diritto dei consumatori alla trasparenza. Da qui è partito il confronto promosso da Demeter Italia nella giornata conclusiva di Sana Food 2026 a Bologna, dal titolo “Nuovi Ogm, vecchie logiche: nella biodiversità il futuro” che ha riunito esperti, associazioni e operatori del settore per riflettere sugli effetti delle Ngt ((Nuove tecniche genomiche, considerate la “nuova generazione” degli Ogm, ndr) sul sistema agroalimentare.
Ad aprire i lavori è Giovanni Buccheri, direttore di Demeter Italia e moderatore dell’incontro, che inquadra subito il tema: il futuro delle sementi e l’impatto che le nuove tecnologie genetiche potrebbero avere sull’intera filiera agricola. L’iniziativa nasce nell’ambito del progetto “Futuro Bio”, sostenuto da un bando ministeriale dedicato alle associazioni del biologico, con l’obiettivo di promuovere un’agricoltura fondata sulla fertilità dei suoli e sulla vitalità degli ecosistemi. “Il punto - sottolinea Buccheri - è che l’ingresso delle cosiddette Ngt (New Genomic Techniques) in Italia, tecniche di evoluzione assistita, resta spesso confinato a un dibattito tecnico, mentre ha conseguenze dirette su produzione, mercato e diritti dei cittadini. È un tema di cui si parla ancora troppo poco”, osserva, ricordando come il passaggio normativo europeo in corso possa incidere su tracciabilità, certificazione e possibilità di scelta consapevole.








