Pubblicato il: 29/05/2026 – 10:13
di Ennio Stamile
Non c’è che dire, quanto alla giustizia il Governo Meloni una ne pensa e cento ne sbaglia. Sarà un caso? Dopo aver sterilizzato la colpa grave e aver messo un comodo tetto ai risarcimenti con la Legge 1/2026, il Governo ha capito che mancava l’ultimo tocco di classe per pacificare definitivamente i rapporti tra controllori e controllati. La genialata è servita: l’introduzione del Super-Procuratore Nazionale (tecnicamente il Procuratore Generale munito di superpoteri gerarchici). Si è andati ben oltre il mito, si è inventata – probabilmente mediante l’uso dell’IA, preceduta da una conclamata deficienza naturale – una figura capace di accentrare le inchieste e riportare l’ordine tra i magistrati contabili periferici. L’obiettivo è nobilissimo: evitare che qualche zelante procuratore regionale continui a indagare sull’utilizzo dei fondi pubblici senza aver prima chiesto il permesso a Roma. Siamo alle solite!
Come funzionerà la nuova giustizia
Ecco come funzionerà la nuova giustizia contabile formato “Caserma”:Fino a ieri, i procuratori regionali della Corte dei conti si ostinavano a godere di una “fastidiosissima indipendenza” Con la nuova riforma, il Super-Procuratore acquisisce il potere di avocazione delle istruttorie. In parole povere: se un magistrato locale si mette a spulciare con troppa insistenza i bilanci di un grande appalto, il Super-Procuratore può bussare alla sua porta, sfilargli il fascicolo dalle mani e dire: “Grazie, da qui in poi ci penso io”. Il dossier verrà poi archiviato in un faldone speciale, solitamente posizionato nello scantinato a fianco dei piani di attuazione del ponte sullo Stretto. Sì, proprio il fatidico Ponte già intravisto diversi anni orsono dal mitico Cettolaqualunque, dove non viene costruito un bel niente ma gli stipendi si pagano ugualmente.








