Chi pensa davvero che il centrodestra stia litigando sull’ingresso dell’Ucraina in Europa non ha ancora ben compreso i termini della questione: il processo di adesione è talmente lungo che i partiti di governo possono tranquillamente permettersi di offrire agli elettori tutto il ventaglio di posizioni possibili e immaginabili, in vista delle elezioni politiche del prossimo anno.

Resta preda delle incognite il processo diplomatico tra Washington e Teheran. Ieri, Axios ha riferito che i due contendenti avrebbero raggiunto finalmente un accordo, ma che Donald Trump non avrebbe ancora dato la propria approvazione. Una rivelazione, questa, che è stata confermata in serata dalla Casa Bianca.

Volodymyr Zelensky è già costato 200 miliardi. E ora scatta il prestito da 90. Ma, per favorire Friedrich Merz, Bruxelles apre a Kiev mentre ci vieta l’uso di soldi nostri per il caro energia.

La guerra in Ucraina continua senza soste: dopo l’attacco alle raffinerie in territorio russo ad opera di droni ucraini, Mosca ha violentemente reagito, usando persino missili supersonici, con un bombardamento di rappresaglia sulla capitale ucraina. Negli ambienti europei ultimamente si è cercato di veicolare un messaggio rassicurante, teso ad affermare che la situazione sul terreno stia evolvendo a favore delle forze di Kiev. Ma la situazione è davvero questa?