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il racconto
di Salvo Catalano
29 Maggio 2026, 06:50
«State attenti, i giornalisti cercheranno i vostri tatuaggi, le vostre collane magari un po' eccentriche, le vostre teste pelate, quelli vestiti di nero». Alla fine di un'ora e mezza di discorso, Roberto Vannacci mette in guardia i fan accorsi ad ascoltarlo all'hotel Romano Palace di Catania. Ed è vero: ci sono i tatuaggi con le aquile imperiali, le magliette con gli slogan fascisti, i ciondoli con le croci celtiche. Così come una certa passione per il dress code nero. «Domani diranno che siete tutti estremisti», continua. «Ci sono!», rivendica orgogliosamente un giovane dalla platea. Ma non basta la simbologia a spiegare la calca che riempie la sala dell'albergo, sfidando il primo caldo estivo e strabordando fuori.











