Accolto da centinaia di simpatizzanti e sostenitori, Roberto Vannacci ha tenuto il suo primo incontro pubblico a Palermo, il terzo in Sicilia dopo Catania e Caltanissetta, all’hotel Astoria. Tra strette di mano, foto e sorrisi, il leader di Futuro Nazionale ha prima fatto un giro per le vie del centro storico, in mattinata, tra Teatro Massimo e Politeama. Una sala gremita, che lo ha accolto con un roboante applauso e invocandolo a gran voce, pubblico variegato: dai giovanissimi – anche minorenni – e per tutte le età, acclamando il Generale.
«In Sicilia ci sono tanti giovani che mi seguono e questo mi rende orgoglioso, perché davvero – ha esordito Vannacci - questo Futuro Nazionale rappresenti una speranza per tutti. I giovani cercano un futuro diverso e noi evidentemente siamo la loro speranza». Poi ha aggiunto: «La Sicilia è la regione più grande dell’Italia e quella che più di ogni altro posto esprime le difficoltà nazionali, sicurezza, infrastrutture, lavoro, ricerca e immigrazione, temi che Futuro Nazionale sta affrontando più di tutti. La Sicilia è quindi un laboratorio politico e sociale».
Il movimento, che non è ancora ufficialmente un partito vero e proprio, ha raggiunto in tutto Italia già 80mila iscritti, di cui circa 4100 in Sicilia in pochi giorni. Per il prossimo 13-14 giugno è prevista l’assemblea costituente a Roma, per dare ufficialmente un volto ufficiale al movimento. Dalla politica nazionale e regionale ai temi caldi, come immigrazione e sicurezza, Vannacci ha spiegato che “certamente” Futuro Nazionale è e sarà alle regionali in Sicilia, così come alle nazionali, da soli o in coalizione. Su quest’ultimo nodo, poche certezze ancora, dubbi che verranno forse in parte sciolti dopo l’assemblea costituente. «Siamo in mezzo alla gente, fuori da giochi di palazzo, inciuci e partecipate statali, vogliamo raccogliere – ribadisce Vannacci - e interpretare le istanze dei cittadini, che si declinano in ogni regione e realtà diverse».












