Un viaggio nelle zone dove vivono (e comandano) le bande sudamericane. E dove imperano violenza e risentimento

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Milano, quella che si racconta effervescente e inclusiva, nasconde nelle sue pieghe periferiche un sottobosco di codici antichi e ferocia moderna. Le pandillas latinoamericane Latin Kings, MS-13, Barrio 18, Trinitarios non sono un ricordo degli anni Duemila. Sono tornate, o forse non se ne sono mai andate del tutto, mutate nella carne di seconde generazioni nate tra cemento e risentimento.Martedì 26 maggio 2026, binario della stazione Milano Certosa. Gianluca Ibarra Silvera, 22 anni, italiano di origine ecuadoriana, incensurato, muore dissanguato dopo essere stato accerchiato da 10-15 giovani, anche minorenni, alcuni con i volti coperti, braccia tatuate. Venti e più coltellate, una bottiglia rotta a finire l'opera. Feriti suo fratello minore, il ventenne Gianfranco e un amico che era con loro. Il padre sostiene di aver riconosciuto uno degli aggressori dai tatuaggi: "È un capo della MS-13". Nessun furto, solo violenza pura. Un messaggio di territorio? Il fratello del morto, sentito mercoledì dai pm Elio Ramondini e Bruna Albertini, continua a sostenere che lui e il fratello non conoscevano gli aggressori, una versione che (purtroppo) appare sempre più credibile con il passare delle ore: del resto il morto era incensurato e non risulta alcun legame con bande o simili.La geografia di questa Milano sommersa disegna una mappa precisa, quasi un arcipelago di feudi invisibili. Certosa e Villapizzone, dov'è esplosa l'ultima tragedia, insieme a Quarto Oggiaro e Musocco, sono roccaforti storiche della MS-13, con i suoi riti brutali e tatuaggi espliciti. Più a nord, Bicocca e via Chiese hanno visto risse feroci tra Latin Kings e rivali, come l'aggressione con machete del 2022. Via Padova, Parco Trotter e l'area intorno alla stazione Centrale (via Sammartini) sono da decenni terreno di Barrio 18, con il loro controllo capillare su locali e piazze.I Latin Kings (fazione Chicago) si estendono su Sesto San Giovanni, viale Monza, viale Brenta e Assago, con legami transatlantici verso l'Ecuador e contatti inquietanti con altre criminalità. Rogoredo, Corvetto e Lambrate completano il quadro: zone di confine dove le baby-gang si contendono discoteche, fermate della metro e parchi con mazze da baseball e lame. Una rete che rigenera se stessa tra treni per Treviglio e vie secondarie.La città osserva con quel misto di fastidio e rimozione tipico di chi ha già troppe narrazioni da difendere. Operazioni della Polizia di Stato portano decine di arresti nove Latin Kings nel 2023 per associazione, tentato omicidio e risse ma il fenomeno si rigenera. Giovani sospesi tra due mondi, machismo esasperato e precariato, trovano nelle pandillas un'appartenenza feroce. Nessuna integrazione, ma frammentazione tribale in una società liquida che produce solo risentimento. I fascicoli delle inchieste, ma anche i tatuaggi raccontano gerarchie invisibili. Gianluca non era un nemico dichiarato; forse solo uno che respirava l'aria di quartiere sbagliato al momento sbagliato.