VENEZIA - Campagna elettorale per le Regionali dello scorso novembre: in Veneto non solo la meloniana Valeria Mantovan, anche il leghista Stefano Marcon ha avuto contributi da una cooperativa sociale. Nel suo caso un contributo in denaro, 5.000 euro, mentre l’assessore di FdI aveva goduto di “beni e servizi”, per la precisione un rinfresco del valore di 500 euro. Ccome la polesana Mantovan, anche il trevigiano Marcon cade dalle nuvole: «È stato fatto tutto in assoluta buonafede, adesso faremo le verifiche del caso». Gli avvocati sono già al lavoro perché la materia, a detta dei consiglieri coinvolti, dà adito a differenti interpretazioni. Non per il consiglio regionale del Veneto che lo scorso autunno aveva predisposto, assieme all’Osservatorio Elettorale, una brochure con tutte le indicazioni sulle spese elettorali. “Sono vietati - si legge a pagina 7 - i finanziamenti o i contributi, sotto qualsiasi forma e in qualsiasi modo erogati, da parte di organi della pubblica amministrazione, di enti pubblici, di società con partecipazione di capitale pubblico superiore al 20% o di società controllate da queste ultime, di cooperative sociali e dei consorzi di cooperative sociali”. Riferimento normativo: l’articolo 7 della legge 195 del 1974 e l’articolo 1 comma 12 della legge 3 del 2019, altrimenti nota come “Spazzacorrotti”, quella che prevede la reclusione da 6 mesi a 4 anni e la multa fino al triplo delle somme versate. Secondo alcune interpretazioni, il divieto della legge del 1974 sarebbe valido solo per i partiti e i gruppi parlamentari, ma non per i singoli candidati, mentre la legge “Spazzacorrotti” potrebbe essere estesa anche ai singoli candidati quanto ai contributi esteri. Insomma, tutto “pane” per gli avvocati.
Campagna elettorale con contributi da coop sociali: oltre a Mantovan, c'è anche Marcon
VENEZIA - Campagna elettorale per le Regionali dello scorso novembre: in Veneto non solo la meloniana Valeria Mantovan, anche il leghista Stefano Marcon ha avuto contributi da una cooperativa...









