VENEZIA - Le più fortunate? Le leghiste. Le consigliere regionali uscenti Francesca Scatto e Roberta Vianello, ma anche l'aspirante entrante Rosanna Conte, potranno dire ai propri elettori: votate Luca Zaia, certo, ma votate anche me. Perché il 23 e 24 novembre, quando i veneti saranno chiamati alle urne per eleggere il presidente della Regione del Veneto, si dovrà scegliere anche il consiglio regionale e l'elettore avrà la possibilità di esprimere al massimo due preferenze. Solo che dovranno essere un maschio e una femmina. Chi voterà due maschi o due femmine, si vedrà annullata la seconda preferenza.
A stabilirlo è la legge elettorale della Regione del Veneto numero 5 del 2012. Ecco cosa dice l'articolo 20 al comma 5: "L'elettore esprime il suo voto per una delle liste provinciali tracciando un segno sul relativo contrassegno e può esprimere uno o due voti di preferenza, scrivendo il cognome ovvero il nome ed il cognome del candidato o dei due candidati compresi nella stessa lista. Nel caso di espressione di due preferenze, esse devono riguardare candidati di sesso diverso della stessa lista, pena l'annullamento della seconda preferenza".
Si profilano dunque due differenti scenari. Nei partiti con un capolista forte, come Luca Zaia nella Lega, ma anche Flavio Tosi in Forza Italia, nei "santini" elettorali con le coppie saranno favorite le donne. Nessun candidato di sesso maschile in lista con la Lega chiederà infatti il voto per Zaia e per se stesso e lo stesso avverrà in Forza Italia, perché la seconda preferenza - se dello stesso sesso - sarà annullata. Ecco perché, nella Lega e in Forza Italia, dove i capilista saranno due maschi (ovviamente al netto di ripensamenti dell'ultima ora), le favorite saranno le candidate consigliere.







