Il gip blocca la nuova richiesta di patteggiamento: il processo per la morte di Pierpaolo Bodini andrà avanti con rito abbreviato. Per il caso del 18enne di Brembio morto il 20 giugno 2024 durante le operazioni di pulizia di una seminatrice nell’azienda agricola Bassanetti di Brembio, il procedimento penale entra così in una nuova fase. Questo l’esito dell’udienza che si è tenuta ieri davanti al gip Ivonne Calderon e che segna un ulteriore passaggio nell’inchiesta sulla tragedia costata la vita al giovane apprendista. La difesa del titolare dell’azienda agricola, il 59enne imputato per omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, ha infatti reiterato la richiesta di patteggiamento già avanzata lo scorso anno. Una proposta sulla quale, però, la Procura - dopo una iniziale disponibilità - ha confermato il proprio “no”, opponendosi nuovamente all’accordo dopo che già a inizio marzo aveva espresso parere contrario. Il nodo resta legato anche ai precedenti dell’imputato, già condannato in passato per vicende ambientali.
La Procura avrebbe inoltre ribadito il proprio “no” al patteggiamento in assenza di un risarcimento nei confronti della famiglia del ragazzo. Il gip ha quindi respinto la richiesta di accordo. A quel punto la difesa ha optato per un rito abbreviato, scelta che comporta lo sconto di un terzo della pena: l’udienza è stata fissata per il prossimo 2 luglio alle 15. Per la famiglia Bodini si tratta di un passaggio considerato importante, soprattutto dopo il rischio, concreto fino a pochi mesi fa, che il procedimento potesse chiudersi attraverso un accordo tra le parti. In questo momento i familiari esprimono fiducia nel lavoro della Procura e del Tribunale, ritenendosi tutelati dal percorso intrapreso dalla giustizia. Parallelamente resta aperto anche il fronte civile legato alla richiesta di risarcimento danni. La prima udienza è fissata per ottobre e vedrà coinvolto anche un soggetto terzo chiamato nel procedimento. La morte di Pierpaolo Bodini aveva profondamente colpito il Lodigiano. Secondo quanto emerso dalle indagini tecniche, il giovane sarebbe rimasto schiacciato dal braccio mobile della seminatrice dopo l’improvviso crollo del macchinario.










