Il gip del tribunale di Enna, Giuseppe Noto, non ha approvato il patteggiamento a sei mesi per Giuseppe Paternò nel processo per l’omicidio stradale di Gabriele Giadone, il giovane di 14 anni ucciso, a bordo del suo ciclomotore, da un’auto a Barrafranca il 10 maggio dello scorso anno.Il giudice ha disposto la restituzione degli atti al pubblico ministero che dovrà tenere conto, nella comminazione della pena. La famiglia di Gabriele, il padre Angelo rappresentato dall’avvocato Gaetano Giunta e la madre Lucia con l’avvocato Giusy Nicoletti , avevano organizzato un presidio davanti al Palazzo di Giustizia per chiedere giustizia per il loro figlio.Secondo una consulenza tecnica disposta dal pm, il 14enne avrebbe percorso viale Signore Ritrovato, dove è avvenuto l'incidente, ad una velocità stimata intorno ai 67 chilometri orari.«Questa condotta avrebbe determinato la perdita di controllo del mezzo ancora prima dell’impatto con l’autovettura condotta dal Paternò», dice l’avvocato Paolo Giuseppe Piazza, legale dell’imputato che in una nota contesta la ricostruzione della difesa della famiglia del 14enne. Per l’avvocato Piazza si tratterebbe, così come contestato dal pm, di una violazione del codice della strada per avere imboccato il viale in contromano, configurando un concorso di colpa «solo in via ipotetica e in minima» rispetto alla dinamica complessiva.Di opposto parere la perizia dei consulenti della famiglia che confuta quella della Procura ritenendo che Gabriele viaggiava a 38 chilometri orari.
Barrafranca, patteggiamento a sei mesi per omicidio stradale: il gip restituisce gli atti al pm
Il gip del tribunale di Enna, Giuseppe Noto, non ha approvato il patteggiamento a sei mesi per Giuseppe Paternò nel processo per l’omicidio stradale di Gabriele...






