A Les Riceys il paesaggio cambia tono. Le colline della Côte des Bar non hanno il biancore continuo della Champagne del nord, quella delle grandi maison e delle immense cave di Reims. Qui il terreno si fa più scuro, più cangiante, più borgognone. Il gesso lascia spazio a suoli calcarei e argillosi che trattengono caratteristiche peculiari, finezza ed eleganza del Pinot nero in primis, che cambia voce: nella Côte des Bar rappresenta già l’ottanta per cento del vigneto, ma a Les Riceys arriva al 92 per cento. Un dominio quasi assoluto.

Non è un dettaglio geografico ma una dichiarazione culturale. A metà strada tra Borgogna e Champagne, Les Riceys è una terra di confine che parla entrambe le lingue: quella della tensione e della freschezza dello Champagne, ma anche quella della materia, della trama e del vino fermo.

Il Domaine Alexandre Bonnet nasce dentro questa frizione fertile. La maison ha costruito negli ultimi anni un percorso identitario che parte dalla vigna e arriva al bicchiere attraverso un lavoro parcellare rigoroso. Ogni parcella viene vinificata separatamente, osservata nella sua esposizione, nella risposta climatica, nella maturazione. L’assemblaggio finale cerca l’armonia di queste diverse esposizioni.