“Gli altri vedono ciò che manca, io invece vedo ciò che ho: due piedi e un sorriso”. Dentro questa frase c’è tutta la storia di Simona Atzori. Milanese, classe 1974, danzatrice, pittrice, scrittrice e performer, è conosciuta a livello internazionale per aver trasformato la propria vita in arte. Nata senza braccia per una malformazione congenita, ha raccontato di aver dovuto confrontarsi soprattutto con il peso dello sguardo altrui, più ancora che con gli ostacoli pratici: “Il limite fisico non è in me, ma nel modo in cui mi sento guardata”, ha dichiarato in passato, tornando spesso sul tema dei pregiudizi e della necessità di mettere la persona prima della disabilità. Simona Atzori, ballerina, pittrice, artista
Simona stesa ha imparato fin da bambina a usare i piedi come mani, inseguendo due sogni che sembravano impossibili: la danza e la pittura. Negli anni ha danzato in occasioni simboliche come il Giubileo del 2000, le Paralimpiadi di Torino 2006 e il Festival di Sanremo, portando nei teatri e negli incontri pubblici un messaggio che va oltre la disabilità: il corpo non definisce ciò che siamo, ma ciò che scegliamo di creare con quello che abbiamo.
Nell’edizione aggiornata di Cosa ti manca per essere felice? racconta il percorso dal 2012 a oggi. Cosa è cambiato nel suo modo di intendere la felicità?







