di
Manuela Croci<a href=" "> </a>
La pallavolista si racconta sull'inserto «Beauty»: gli sguardi che da piccola la mettevano a disagio, la passione per la ginnastica artistica, la cura per il viso. E un sogno chiamato Europeo
«Da piccola faticavo ad accettarmi. Alle medie e al liceo ero sempre tanto più alta degli altri e non ero ancora in grado di gestire gli sguardi, i pensieri della gente quando passavo. Volevo quasi nascondermi da quegli occhi che mi sembrava mi fissassero. C’è stato anche un periodo in cui camminavo un po’ gobba, quasi volessi nascondermi, era il mio modo per rendermi un po’ più piccolina». Racconta così, di getto, il rapporto non sempre semplice con il suo corpo Sarah Fahr, 192 centimetri di altezza, centrale della Nazionale italiana di pallavolo e della Imoco Conegliano, vincitrice di 6 scudetti, 6 coppe Italia, 5 Supercoppe italiane, un Mondiale per club, 3 Champions League, un oro Europeo, uno Mondiale e uno ai Giochi olimpici di Parigi 2024. Tutto a soli 24 anni.
Quando la situazione è migliorata?«Tra la quarta e la quinta liceo ho iniziato ad essere più sicura di me stessa e a vivere con la squadra al cento per cento: uscire la sera con le compagne creava uno scudo, non ero più l’unica osservata e di cui commentavano l’altezza. Piano piano ho acquistato consapevolezza e serenità».







