«Da quando ho iniziato a prendere la pallavolo sul serio, l’Italia è sempre stata il mio sogno. La serie A1 è uno dei campionati più competitivi al mondo, la seguo da anni. Farne parte è quasi surreale». A leggere, ieri, questa intervista sul Corriere della Sera potrebbe sembrare di trovarci davanti alla solita chiacchierata con lo sportivo di turno in cui la banalità è servita. Frasi di circostanza e tutti contenti giornalisti, atleti e lettori. E invece le parole della classe 1999 Mariam Metwally fanno discutere. Sì perché la pallavolista egiziana, appena sbarcata a Busto Arsizio, per giocare nel massimo campionato femminile di pallavolo ha una particolarità. Sarà la prima giocatrice a scendere in campo con il velo. Le sue parole. «Significa tanto. Indossare il velo fa parte della mia persona e sono fiera di portarlo anche in campo», dice la Metwally.

Anzi aggiunge fiera: «Spero che le persone capiscano che si può rimanere fedeli a sé stessi anche inseguendo grandi obiettivi. Dentro e fuori dal campo, mi piacerebbe mettere in luce il valore dell’unità nella diversità: essere diversi non è qualcosa da nascondere, ma da vivere con orgoglio. Voglio rappresentare fiducia, rispetto e inclusione».