Dopo gli Europei e le Olimpiadi, ecco i Mondiali: è la campionessa che attraversa tempeste come fossero pozzanghere

scelta da Emanuela Audisio

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Myriam Sylla è la stella di questo 2025. Perché quando la sua perfezione si è scucita ha saputo rammendarla. Perché a 30 anni non solo ha vinto il Mondiale di pallavolo stando in campo 10 set su 10, contro Brasile e Turchia, nelle due partite decisive che hanno dato l’oro alle azzurre. Non solo perché ha fatto l’ultimo punto, ma perché in questa stagione ha dimostrato che si può continuare a crescere, migliorarsi. E che ogni tempesta va trattata come fosse una pozzanghera. Quando arrivano i momenti difficili e le cose non vanno bene bisogna resistere e rigiocare ancora. Ha vissuto il malessere di aver sbagliato l’ultimo punto al Mondiale del 2018, dove non voleva nemmeno andare a causa della malattia della madre e si è molto arrabbiata per non essere riuscita a tornare con l’oro al collo. Ha conosciuto il dolore (la mamma poi l’ha persa), si è rialzata, ha ripreso energia e ha finalmente chiuso il cerchio.

Ha vinto tutto: Europei, Mondiali e Olimpiadi, riprendendosi ciò che le mancava e aggiungendo al repertorio anche una migliore capacità di ricezione. Quando non ti accontenti di quello che sei, non ti fai sedurre dalle lusinghe, ma anzi torni in palestra per lavorare. Ora è in Turchia (al Galatasaray) per una nuova esperienza di vita e gioco.