Oggi, secondo una rigorosa consuetudine iniziata dall’allora governatore della Banca d’Italia Luigi Einaudi - una consuetudine che ha quasi gli anni della Repubblica - ascolteremo nel Salone dei partecipanti di palazzo Koch un esercizio di parresia da parte del governatore Fabio Panetta, un diritto-dovere per chi è al vertice della Banca centrale nazionale di dire la verità.

Introdusse il concetto di parresia, rifacendosi all’etimologia greca, il governatore Antonio Fazio quando si accingeva ad affrontare la delicata questione del debito pubblico e sempre Fazio ricorse, in un’altra circostanza, al termine «metanoia», del pari di derivazione greca, per rappresentare la necessità di una profonda trasformazione nell’agire dei poteri pubblici e dei privati. È una prova in questo versante che Panetta - che per lungo tempo, quando ricopriva gradi minori della gerarchia, ha partecipato alla stesura, alle discussioni e agli approfondimenti delle Considerazioni Finali - ha già dato come governatore onorando la fondamentale tradizione dell’istituto.

Le Considerazioni Finali erano in origine quelle che concludevano la relazione sul bilancio annuale dell’Istituto.

Con lo sganciamento, voluto dalla Bce per l’intero Eurosistema, dell’approvazione del bilancio che avviene a marzo dalla relazione economica a maggio, quest"ultima ha assunto piena autonomia e quelle Finali sono le Considerazioni al termine della relazione economica.