Per la prima estate in ventiquattro anni, rimarranno chiuse le porte del il "Museo fra le nuvole" di Reinhold Messner, sul monte Rite, che il noto alpinista ha ribattezzato “il più bel balcone sulle Dolomiti”. E non ci sarà nessuna attività nemmeno al vicino Campo base, spazio espositivo al piano terra del Taulà dei Bos, a borgo Masariè, nel bellunese, dove da anni Messner gestisce una delle sale.

Finisce con un arrocco degno di una partita di scacchi il contenzioso fra il noto alpinista e il Comune di Cibiana, con a complicare le cose una disputa familiare tutta interna alla famiglia dell’alpinista. Per l’amministrazione,Messner - il primo a conquistare tutte le quattordici vette oltre gli ottomila metri dal Nanga Parbat nel ’70 al Lhotse, in Nepal, nell’86 – è un moroso che al Comune deve circa dodici anni di affitti arretrati. E il conto che gli ha presentato è salato: 5mila euro l’anno più 100 euro di sanzioni al giorno per un totale di 190mila euro.

Sulla stampa locale, dopo giorni di silenzio, lui si è detto “offeso”. Con il Comune c’era un accordo, confermano anche tecnici e politici dell’epoca: nel 2007, quando il Taulà dei Bos è stato ristrutturato, in cambio dell’allestimento dello spazio oggi noto come “Campo base”, l’amministrazione avrebbe rinunciato al canone che Messner annualmente versava per l’affitto degli spazi che ospitano il Museo delle Nuvole. “L'accordo – conferma al Corriere delle Alpi il tecnico comunale dell’epoca Mauro Pupulin - era che in cambio il Comune non avrebbe più preteso il canone di 5000 euro per la sede del museo nelle nuvole sul Rite. Da allora nessuna amministrazione, ha più richiesto quell'importo a Messner, tant'è che da allora tale entrata non è più stata contabilizzata nei bilanci comunali”.