BELLUNO - Maggio da dimenticare per il turismo nelle Dolomiti causa il meteo sfavorevole, ma con il lungo ponte fra fine maggio e inizio giugno la montagna bellunese si prepara già ad aprire la stagione. Non ovunque. «Già da questa occasione fra il 70 e l'80% degli hotel saranno aperti - spiega il presidente di Federalberghi Walter De Cassan - poi nelle settimane successive ci saranno le feste tedesche, a seguire gli eventi amatoriali delle biciclette, e quindi molte strutture rimarranno aperte continuativamente almeno fino a settembre, eccezion fatta per i grandi alberghi che necessitano di un elevato numero di personale, che inizieranno per lo più a metà giugno».

Gli aumenti Congiuntura internazionale e rincari dei combustibili mettono un punto interrogativo sul turismo straniero: anche negli hotel ci potremo aspettare aumenti delle tariffe. «Febbraio e marzo abbiamo avuto un boom di ospiti da America e Asia ma poi la richiesta da questi mercati è stata quasi completamente azzerata dall'incertezza legata alle guerre e ai voli - continua De Cassan - ma confidiamo che tale perdita possa essere compensata dalla clientela europea che già ora si dimostra in forte crescita. Per quanto riguarda i prezzi delle camere, ci saranno degli aumenti ma contenuti per lo più nell'ordine del 5%, in linea con l'inflazione».L'occasione In pole position per l'apertura di stagione c'è Alleghe, dove già si respira l'atmosfera di festa legata al tappone tutto bellunese del Giro. Qui molte strutture sono già aperte ma «molte potrebbero tornare a chiudere dopo il week end protagonista della tappa - afferma il presidente del Consorzio operatori turistici Alleghe - Caprile Michele De Toni in quell'occasione gli hotel saranno per buona parte pieni, ma solo per una o due notti, mentre si potrebbe approfittare del lungo ponte per fare praticamente una settimana di vacanza. Per chi terrà aperto soltanto qualche giorno in occasione del Giro, c'è grande difficoltà nel trovare personale per quei pochi giorni. Possiamo comunque dire che sarà un'estate all'insegna del last minute e sarà per lo più caratterizzata dal turismo italiano».Le abitudini Arabba, seconda località per presenze del turismo bellunese, è una delle preferite in inverno dagli ospiti internazionali, complice anche il giro del Sellaronda. «Pensare di anticipare la stagione a maggio significa essere stolti - afferma la presidente di Arabba Fodom Turismo, Michela Lezuo - Negli anni '80 per la Pentecoste in paese c'erano tutte le strutture aperte, ma adesso il meteo ci sta dicendo che questo mese bisogna dimenticarselo. È importante partire ai primi di giugno e restare aperti per tutto settembre perchè potremo così avere una stagione di quattro mesi. D'altra parte questo sta diventando il trend». Il turismo si evolve in relazione al gradimento degli ospiti. Un tempo l'estate era funzionale all'inverno, ma dopo il Covid si è registrato un cambio di abitudini. «Notiamo un maggiore interesse rispetto alle precedenti estati - prosegue Lezuo - e anche permanenze più lunghe. Anche qui la fa padrona il turista italiano, con la differenza rispetto il passato che oggi la montagna non è più una seconda scelta rispetto al mare, ma è in cima ai desideri di molti vacanzieri, tanto è vero che le richieste arrivavano già durante l'inverno. Pioniere delle sensibilizzazioni in tal senso è la Val Gardena che ha i suoi ranger che stanno diventando ormai un progetto provinciale che informano l'ospite su cosa è bello fare e cosa invece no». Infine la Valle del Biois dove già sta per aprire qualche struttura. «ll sentore è buono e dovuto soprattutto al consolidato turismo di prossimità del Nordest - afferma la presidente di PromoFalcade Antonella Schena - anche a giugno e settembre prevediamo un buon afflusso grazie ai raduni sportivi. La stagione si apre con la metà di giugno ma diversi hotel lo faranno anche prima grazie alla tappa bellunese del Giro».