di
Dimitri Canello
L'esposizione di scarponi, piccozze, borracce, corde, pezzi di parete rimossa sulla scorta del contenzioso con il Comune: sullo sfondo, gli affitti arretrati, l'inchiesta della procura e le tensioni nella famiglia Messner
Scarponi, piccozze, borracce, corde, pezzi di parete e chi più ne ha più ne metta. Tutti i cimeli che erano contenuti nelle sale del «Museo fra le nuvole» dell'alpinista Reinhold Messner a Cibiana, sulle Dolomiti Bellunesi, sono stati portati via. Il contenzioso e lo scontro fra il piccolo Comune cadorino e il «Re degli ottomila» vive in questi giorni un altro capitolo. Non solo l'esposizione non riaprirà con la tempistica prevista, ma il muro contro muro si acuisce e si arricchisce di un nuovo capitolo.
L'imbarazzo del sindacoC'è molta titubanza e molto imbarazzo fra i protagonisti in gioco, fra cui il neo sindaco di freschissima elezione Matteo Posa: «Cercate di capirmi – allarga le braccia – in questo momento meno si parla e meglio è. Non ho molto da dire, qualsiasi cosa io pronunci in questo momento può essere equivocata. Ci siamo trovati questa situazione addosso non appena c'è stata la conferma della mia elezione. Devo avere il tempo di capire cosa si può fare. Quello che sta accadendo rappresenta una grande perdita per Cibiana, sappiamo tutti cosa ha rappresentato Messner per il nostro paese. Ma c'è un'indagine in corso ed è giusto in questo momento non dire altro. Ci dispiace che i cimeli siano stati tolti, vedremo se sarà possibile trovare una soluzione».






