CommentiSegui Domani su Google28 maggio 2026 • 19:38Aggiornato, 28 maggio 2026 • 19:40Le norme sul “blocco navale” e sul trasferimento in Paesi terzi dei migranti a bordo dell’imbarcazione colpita dal blocco, contenute nel nuovo disegno di legge in materia di immigrazione, sollevano dubbi di legittimità con riguardo sia al diritto internazionale sia al diritto UeNon solo centri in Albania. Giorgia Meloni spinge anche per il “funzionamento” del cosiddetto blocco navale, da anni uno dei cardini del suo discorso pubblico, insieme al trasferimento dei migranti in paesi terzi. Il Consiglio dei ministri, l’11 febbraio scorso, aveva inserito la relativa disciplina nel disegno di legge diretto ad attuare il nuovo Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo, ma poi se ne erano perse le tracce. Qualche giorno fa c’è stata un’accelerata, anche perché il PPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Vitalba AzzollinigiuristaGiurista, lavora presso un'Autorità indipendente. È autrice di articoli e paper in materia giuridica, nonché di contributi a libri per IBL. A titolo personale.
Il “blocco navale” e lo scoglio del diritto, le lezioni che il governo non impara
Le norme sul “blocco navale” e sul trasferimento in Paesi terzi dei migranti a bordo dell’imbarcazione colpita dal blocco, contenute nel nuovo disegno di legge in materia di immigrazione, sollevano dubbi di legittimità con riguardo sia al diritto internazionale sia al diritto Ue








