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12 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 19:06

“Abbiamo finalmente potuto mantenere un altro impegno che avevamo preso con i cittadini nel nostro programma di governo: per tutti quelli che dicevano che era impossibile voglio ricordare che niente è davvero impossibile per chi è determinato”. Giorgia Meloni annuncia così, con un video sui social network, il disegno di legge licenziato ieri dal Consiglio dei ministri che contiene, tra l’altro, quello che tutti chiamano “blocco navale“. Per dirla col video della premier, si tratta “della possibilità, nei casi di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale come il rischio di terrorismo, ma anche una pressione migratoria eccezionale, di impedire l’attraversamento delle acque territoriali italiane e di condurre i migranti che sono a bordo di quelle imbarcazioni sottoposte all’interdizione anche in paesi terzi”.

Ma arriviamo al punto: “Una opzione che cammina ed è compatibile con le nuove regole europee che tra l’altro l’Italia ha contribuito a definire”, aggiunge Meloni. Quali regole europee? Il passaggio in acque territoriali è materia regolata dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), ratificata anche dall’Italia e quindi legge nazionale in virtù dell’articolo 117 della Costituzione, che impone il rispetto “dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali”. Nemmeno le regole europee possono sostituire queste norme, che infatti rendono il “blocco navale” di Meloni inutile, ad andar bene, o peggio illegittimo. Perché? La Convenzione Onu già prevede i casi in cui il passaggio di navi nelle acque territoriali – un diritto di tutte le imbarcazioni finché inoffensivo –, può rappresentare una minaccia per la sicurezza nazionale. Ed elenca già tassativamente i casi in cui uno Stato può interdire l’ingresso: uso della forza, spionaggio, esercitazioni militari, traffici illegali di persone o merci, pesca o ricerca non autorizzate. Ipotesi che vanno applicate in modo stringente, con proporzionalità e senza poter discriminare le navi.