Più Europa non è un grande partito, ma non è neppure un partito irrilevante. Sarà forse anche per questo che in questi giorni dentro quella che fu la terza gamba, la più piccola, del defunto terzo polo si sta consumando una battaglia senza esclusione di colpi. Questa mattina il presidente del partito (ma anche di Radicali italiani) Matteo Hallissey e il deputato Benedetto Della Vedova hanno occupato, con tanto di tende, la sede del partito a Roma. “Serve convocare al più presto un nuovo congresso per fermare l’abuso nei confronti delle opposizioni interne, che oggi rappresentano la maggioranza del partito”, hanno spiegato i due. Mentre il segretario contestato, Riccardo Magi, faceva capolino proprio nella sede occupata ironizzando: “Beh, ma è bello: è la prima volta che un presidente di partito occupa la sua stessa sede”.La vicenda dello scontro, piuttosto burocratica, riguarda la guida del partito. Lo scorso anno Magi è stato rieletto segretario. Da statuto questa carica dura tre anni. Non è previsto un rinnovo prima della scadenza, salvo sfiducia al segretario, da votare alla maggioranza dei due terzi, o sua prematura dipartita. Hallissey e Della Vedova non hanno i numeri per arrivare a questo esito. I due però hanno ormai la maggioranza dell’Assemblea del partito. E insieme sono riusciti a far approvare una mozione per chiedere l’azzeramento della segreteria e un nuovo congresso. Una mozione che la presidente dell’Assemblea, Agnese Balducci, proprio perché viola lo statuto – che per la sfiducia del segretario richiede, come dicevamo, la maggioranza dei due terzi – ha dichiarato illegittima. Hallissey e Della Vedova sostengono però che il collegio di garanzia di Più Europa abbia dato il suo parere positivo allo svolgimento di un congresso anticipato. Non solo. Grazie alla maggioranza in Assemblea hanno bloccato anche l’approvazione del rendiconto. Una cosa che ha irritato molto Magi: “Così – dice il segretario – si mette in difficoltà il partito, anche sul due per mille. E a farlo è un presidente che svolge la stessa funzione anche per Radicali italiani e che ha fatto pubblicità solo per il 2 per mille a quella associazione e non per quello a Più Europa”.Al di là di tutte queste schermaglie statutarie, la domanda da farsi però è un’altra: perché ci si litiga il controllo di Più Europa? Il motivo è estremamente politico. In che forma e in quale schieramento deve correre Più Europa alle prossime elezioni politiche? Nel 2022 il partito si era federato con Azione e Italia viva per correre come Terzo polo. Poi, dopo l’improvviso voltafaccia di Carlo Calenda, Magi e Bonino decisero di andare con il Pd, con il proprio simbolo e alcuni candidati (Magi, Della Vedova e Bonino) negli uninominali sostenuti da tutta la (strettissima) coalizione messa in piedi da Enrico Letta. La faglia, in fondo, è ancora quella. Questa volta cosa dovrebbe fare il partito? In che schieramento e con che modalità dovrebbe correre nel 2027? Per Magi la strada è già segnata: Più Europa è solidamente dentro il campo largo, anche se lui preferisce chiamarlo “il fronte delle forze progressiste” (con che forma: una lista autonoma o ancora ospite in quelle del Pd non è chiaro, anche se le percentuali dei sondaggi indicano la prima strada come la più probabile). Ma tanti dentro Più Europa hanno ancora la doppia tessera. E la seconda è quella di Azione. Chiaro dunque che per loro lo sbocco più naturale sarebbe quello di correre di nuovo come forza terzopolista proprio insieme a Calenda (e questa linea, si dice, piace a Della Vedova). C’è infine una piccola parte che ambisce a una terza cosa: andare con il campo largo, certo, ma non con il Pd, semmai insieme ai renziani della Casa riformista (questa, spifferano da Più Europa, è invece la strada immaginata da Hallisey).E’ bene ricordare che, viste le percentuali non proprio esaltanti, ognuna di queste combinazioni può portare a eleggere alle Camere esponenti diversi (Magi, Hallisey, Della Vedova: come abbiamo detto ognuno gioca una propria partita, politica, ma anche personale). In ogni caso, è proprio su questo che Magi provoca gli occupanti, Hallissey e Della Vedova: “Se c’è una questione politica, bene, discutiamo di quella, senza forzature che hanno il sapore di una misera lotta per un micropotere”.