Più Europa non potrà accedere ai fondi del 2 per 1000. È l’ultima conseguenza della guerra dentro al partito, dove sono contrapposti Riccardo Magi, che da sempre viaggia unito al centrosinistra, e Benedetto Della Vedova, su posizioni più vicine al centrodestra. I due negli ultimi anni sono entrati più volte in rotta di collisione. Martedì l’assemblea ha bocciato il bilancio, dopo che già proprio Magi – che è il segretario – era finito in minoranza sulla linea politica, durante l’assemblea nazionale di aprile. In quell’occasione, il presidente del partito, Matteo Hallissey, noto per i video di protesta contro tassisti e balneari, sostenuto da Della Vedova, aveva presentato una mozione per azzerare completamente la segreteria e convocare un congresso straordinario. Mozione passata ma considerata “non legittima”: aveva avuto 52 voti su 100, ma da statuto il congresso si deve tenere ogni tre anni a meno che non venga approvata una sfiducia della segreteria votata da almeno i due terzi dell’assemblea.
Ma la battaglia è andata avanti. E dopo la bocciatura del bilancio, dentro al partito c’è chi ha preso carta e penna, specificando che Magi dovrebbe prendere atto di quel che sta accadendo. Ovvero dimettersi. Perché poi in molti pensano che non sia più legittimato ad essere l’interlocutore di nessuno: né di Elly Schlein, né di Nicola Fratoianni, né di Giuseppe Conte. La lettera, aperta agli iscritti, è stata vergata da Tommaso Rotella, membro di direzione e assemblea. Ed è durissima. “Il bilancio è primariamente un atto politico, ed è il giudizio sull’operatività di una classe dirigente”, si legge nella missiva. E poi : “Continui a sostenere, un’impermeabilità che trasmoda nell’indifferenza, che non vi sono i numeri per sfiduciarti, proponendo ai tuoi seguaci una sopravvivenza che vorrebbe incunearsi nel purgatorio politico che insiste tra l’essere minoranza, ma sotto i due terzi, in un angolo geometrico che la natura vorrebbe riservato alle dimissioni”. Dunque, “il bene del partito” indurrebbe il Segretario “a dimettersi e convocare immediatamente il congresso”.








