Azione 3,2 per cento, Iv 2,2 per cento, Partito libdem 1,2 per cento, Più Europa 1,2 per cento, Ora 1 per cento. Sono i numeri della galassia centrista presentati ieri nell’ultimo sondaggio di YouTrend per Sky. Basta leggerli per capire che il centro ha un grosso problema. Tantissimi leader – Calenda, Renzi, Marattin, Magi, Boldrin – e percentuali basse e frammentate che rischiano di lasciare questo variegato mondo in una situazione complicata. Anche perché, adesso, c’è una novità che rende tutto ancor più intricato: il cambio della legge elettorale. Il nuovo testo della proposta della maggioranza prevede una soglia di sbarramento al 3 per cento. Inoltre, non ci sono più i collegi uninominali che consentivano ai partiti più piccoli, ma coalizzati, di eleggere in Parlamento alcuni esponenti. In compenso la nuova legge prevede un meccanismo che già esisteva con il Porcellum, quello delle “liste salvate”. In pratica, la più votata delle liste in coalizione sotto soglia entra comunque nella suddivisione dei seggi. Ma nel campo largo si concentrano già almeno due liste con questa caratteristica: Iv e Più Europa. Non è un caso che proprio in questi giorni si siano moltiplicati i contatti tra Matteo Renzi e il deputato di Più Europa Benedetto della Vedova che vuole portare il partito a presentare una lista insieme ai renziani. E per questo, insieme al presidente del partito, Matteo Hallissey, mercoledì ha occupato la sede chiedendo un nuovo congresso. L’attuale segretario di Più Europa, Riccardo Magi, ha infatti un’altra idea: correre con il campo largo, certo, ma non con i renziani. Ma così non rischia di arrivare dietro e non eleggere nessuno? Ci arriviamo con calma.Dall’altra parte, intanto, anche Calenda – che vuole correre da solo e dunque deve per forza arrivare al 3 per cento – rischia. Ecco perché anche in Azione ci si sta muovendo. Dicono i ben informati che Calenda abbia un accordo già in tasca con il movimento Ora dell’economista Michele Boldrin. Non solo. Attraverso Hallissey vorrebbe convincere Più Europa a tornare insieme. Alcune fonti raccontano al Foglio che proprio per questo Hallissey avrebbe addirittura proposto al segretario Magi di ritirare la richiesta di congresso a una condizione: sciogliere Più Europa e sostenere Calenda. Ma c’è anche chi non esclude che il tanto giovane (21 anni) quanto ambizioso presidente di Più Europa possa poi convergere sulla linea di Della Vedova, cercando di portare Più Europa con i renziani.C’è poi il partito Libdem di Marattin. Nei mesi scorsi il partito aveva lanciato una federazione con Azione, ma poi si è consumata l’ennesima rottura. Marattin vorrebbe tornare con Azione, ma su Israele le posizioni sono incompatibili con quelle di Boldrin. Un bel pasticcio. E qualcuno rischia di rimanere fregato. Ma torniamo a Magi e Più Europa. Come pensa il segretario di correre con il campo largo, ma non con Renzi, senza finire poi senza eleggere nessuno? Per capirlo dobbiamo andare avanti nel tempo. Al 12 giugno. Quel giorno a Roma Alessandro Onorato presenterà davanti a tutti i leader del campo largo la sua lista Progetto civico, che in pochi mesi ha unito oltre mille amministratori in tutta Italia. Un’alchimia bettiniana (nel senso di Goffredo Bettini) sogna di mettere insieme Più Europa e Onorato, con il movimento Più uno dell’ex direttore dell’Agenzia delle entrate Ernesto Maria Ruffini e il solito Psi di Enzo Maraio, così scansare i renziani e riuscire in una cosa che avrebbe del clamoroso.
Guerra fratricida al centro. E la nuova legge elettorale è l’ennesimo problema
Personalismi e percentuali irrilevanti dovrebbero portare i partitini del centro - da Azione a Italia Viva, e Più Europa - ad aggregarsi. Ma Calenda vuole andare da solo fuori dal campo largo. Mentre Renzi e Magi, in vista del cambio di legge elettorale, provano a fregarsi a vicenda













