"Noi di Azione andremo al centro, punto. E prenderemo un sacco di voti di gente che non voterà un centrodestra da Tajani e Vannacci, nè un centrosinistra da Renzi a Potere al Popolo. Saranno due accozzaglie, non due coalizioni".

È quanto sostiene il leader di Azione Carlo Calenda, intervistato dal Corriere della Sera. "Dobbiamo spezzare questa ordalia che è diventata la politica. C'è un 8% almeno che non vuole votare le forze estreme e un pezzo rilevante di 5 Stelle non voterà per Conte se andrà con il Pd, come abbiamo visto a Venezia", continua. "Se il Pd si allea con il Movimento, tanti 5 Stelle votano altri partiti o non vanno a votare", aggiunge. "Meloni deve fare i conti col fatto che la Lega salviniana in Veneto non c'è più, se la sta prendendo tutta Vannacci. Gli elettori di FI non la seguiranno quando la imbarcherà e noi speriamo di levare molti voti al centrodestra con lui dentro".

Ma la disamina sulla destra del leader di Azione va oltre. Vannacci è il nuovo populismo:

"È il nuovo populista di turno, l’unico che può promettere legge e ordine e l’abolizione della Fornero. I cittadini sanno che non lo farà, ma sono felici che lo dica. L’estremo, quando va al governo, non va più bene. La gente cerca una continua estremizzazione che farà esplodere la democrazia. Lo stesso capiterà se farà un partito Alessandro Di Battista. Una spirale che va spezzata".