La heat policy del Roland Garros si basa sull'indice Wgbt, che determina un'eventuale interruzione delle partite. L'Atp aveva già annunciato l'introduzione, nella stagione 2026, di un protocollo contro il caldo estremo dopo diversi ritiri per l'aumento delle temperature

In ogni campo del Roland Garros i tennisti dovranno fare i conti con un terzo incomodo: il caldo torrido che sta infestando le giornate parigine di fine maggio. Le temperature oltre i 30 gradi rischiano di essere un fattore per le partite dello Slam sulla terra rossa. Lo sa molto bene Jannik Sinner, che proprio a causa del caldo si è sentito male a un passo dalla vittoria e ha dovuto cedere contro Cerundolo. Sono molti i giocatori che stanno prenotando i campi di allenamento nelle ore più calde per prepararsi e abituarsi al clima delle partite. L’ha fatto Novak Djokovic e l’aveva fatto Sinner, che aveva dichiarato di non temere il caldo di Parigi.

Sinner non è stato l’unico a sentirsi male in questi primi giorni di Roland Garros. Anche l’altro finalista agli Internazionali di Roma, Casper Ruud, ha accusato un malore, ma durante il primo turno. E se si pensa a tutti i tornei giocati nei periodi caldi dell’anno gli esempi sono molti. I tennisti hanno asciugamani, ghiaccio e piccoli ventilatori, rimedi che stanno diventando sempre più efficaci. È l’indice Wbgt che determina quando un match può fermarsi per il caldo: considera temperatura dell’aria, umidità, esposizione al sole e ventilazione per determinare il livello di stress termico sull’organismo.