La moto? Così è inutilizzabile. Si accende appena. Lo scarico raggiunge temperature tali da squagliarsi». Quindi? «Quindi ci vuole un giorno intero per modificarla: bisogna cambiare gli iniettori, modificare la centralina, togliere il catalizzatore e, alla fine, viene venduta con l'omologazione per andare anche su strada». A dirlo è un rivenditore italiano di moto austriache Ktm. Il dialogo è stato registrato da L’Espresso il 9 gennaio di quest'anno, così come sono state registrate le altre 15 interviste undercover che i giornalisti di dieci testate europee – L'Espresso per l'Italia, El Pais, Le Monde, Ptm, Ztf, Der Standard, Der Spiegel, Orf, DeSmog, Ccr, coordinati dall’organizzazione no profit Climate Whistleblower – hanno realizzato nei rivenditori di enduro Ktm e negli stand delle fiere di settore per verificare se le rivelazioni fatte da un whistleblower alla ong Climate Whistleblower fossero effettivamente vere. E lo sono: sulle nostre strade circolano migliaia di motociclette che, nonostante siano omologate e burocraticamente in regola, violano i limiti di inquinamento acustico e ambientale della normativa europea.L'inchiesta #Unrestricted parte per l'appunto dalla segnalazione di un whistleblower che ha lavorato per aziende del settore cross ed enduro e gareggiato in competizioni internazionali. In base alla sua esperienza, quelle specifiche moto in circolazione, a due e quattro tempi, di cilindrata fra i 150 e i 500 centimetri cubici, ottengono l'omologazione grazie a una serie di restrizioni del motore che, in un secondo momento – e prima della vendita del mezzo ai privati – sono sistematicamente eliminate. Spesso all'insaputa dell'acquirente finale. Il motore, così modificato, consente performance ottimali e una maggiore potenza, ma inquina parecchio di più e, in pratica, non potrebbe circolare su strada, anche se il Certificato di conformità, Coc, dice che è tutto in regola, perché è stato ottenuto prima delle modifiche. Undici anni fa, l'inchiesta Dieselgate aveva svelato un sistema analogo messo a punto da Volkswagen per aggirare la stringente normativa sulle emissioni inquinanti. Il sistema utilizzato dall'azienda automobilistica tedesca era raffinato, mentre in questo caso il metodo è sfacciato, anche se applicato a una fetta di mercato di gran lunga inferiore rispetto alle auto Volkswagen.A gennaio, i giornalisti francesi di Le Monde, con un registratore nascosto, hanno partecipato al Motor Show di Bruxelles, si sono avvicinati allo stand Ktm e chiesto delucidazioni sulla possibilità di togliere le limitazioni alle moto Enduro 350. Il responsabile vendite di Ktm ha risposto: «È solo per rispettare gli standard, poi rimettiamo i pezzi corretti (...) è comunque equipaggiamento Ktm, lo forniamo insieme alla moto. Non sono informazioni che diamo a tutti perché sono un po' ambigue». Secondo questo rappresentante Ktm, il produttore è direttamente coinvolto nella modifica dell'equipaggiamento, consegnando personalmente le motociclette ai concessionari con tutti i componenti necessari per sbloccarle elettronicamente e meccanicamente. E continua: «È una piccola truffa, ma tutti lo fanno perché altrimenti viaggiare off-road con queste moto sarebbe impossibile a causa delle ferree regole europee». Dunque, anche altri brand, come le italiane Fantic e Beta, ma anche Yamaha e Honda, applicherebbero lo stesso sistema, anche se in base alle informazioni raccolte dal consorzio di giornalisti, la situazione è ben diversa. Ad esempio, nel caso delle italiane Fantic e Beta, come ha scoperto L'Espresso, è pur vero che le moto sono modificabili, ma il produttore e il rivenditore specificano che tali alterazioni non sono a norma di legge: insomma, è esplicito che chi toglie le limitazioni al veicolo non può più circolare su strada.Diverso per Ktm. L'Espresso ha visitato un negozio autorizzato, dove l'inganno è risultato palese. Con la scusa di voler acquistare una Ktm Enduro 350, il rivenditore ha mostrato un mezzo che aveva una serie di restrizioni. Il sistema interessa le moto più diffuse Exc, Exc-F. L'elemento più evidente è un'anomala camera di espansione, parecchio ingombrante, che viene sostituita prima della vendita: «Guarda, le moto arrivano con questa specie di “caffettiera”, messa apposta per passare l'omologazione. Arriva da noi così e poi viene eliminata. Per farle passare al controllo ci siamo inventati di tutto. È già diversi anni che si cercano modi per catalizzare e farle passare all'omologazione. Poi, una volta ottenuta la certificazione, bisogna spostare gli iniettori, cambiare il collettore e fare altre modifiche, altrimenti la moto si accende appena. Insomma, arrivano che sono come bici senza pedali, inutilizzabili».Le modifiche in questione sono facilmente reperibili online, grazie a una serie di video pubblicati da rivenditori autorizzati Ktm che spiegano esattamente come fare per “sbloccare” la moto, ovvero renderla più performante, ma fuori norma. C'è anche un libretto delle istruzioni, prodotto dall'azienda italiana Athena e brandizzato Ktm, che spiega come procedere per la “Rimozione dei limitatori di potenza delle moto standard”. Cinque le modifiche da effettuare: rimuovere il dB-killer, cioè un dispositivo meccanico montato nel silenziatore per ridurre il rumore dello scarico; rimuovere il catalizzatore, che è un sistema composto da materiali chimici nobili, che trattengono le componenti nocive dei gas; togliere la sonda lambda che misura i gas di scarico e invia i dati alla centralina; cambiare sia il filtro dell'aria, sia il condotto di aspirazione air-restrictor; infine modificare la centralina affinché non sia possibile capire che le sonde di controllo sono state manomesse.Parallelamente all'inchiesta giornalistica, l'International Council on Clean Transportation, Icct, la stessa ong che aveva fatto esplodere lo scandalo Dieselgate, ha affidato all'Università di Praga il compito di monitorare i parametri di inquinamento di una moto Ktm modificata. Il veicolo analizzato è una Enduro Ktm Exc 300 Tpi, disponibile sia in versione con restrizioni, quindi omologata per la circolazione su strada, con una potenza nominale di 9,8 kW a 4500 giri al minuto, sia in versione fuoristrada senza limiti, con una potenza (non ufficiale) da 38 kW. L'analisi è stata fatta sulla moto modificata e una simile motocicletta produce emissioni 10 volte superiori rispetto alla versione limitata e omologata: le emissioni acustiche sono il doppio di quelle indicate, mentre il monossido di carbonio prodotto è 20 volte superiore a quello delle moto in regola, e gli idrocarburi rilasciati nell'aria sono 10 volte quelli di una due ruote conforme. Peter Mock, direttore della sede europea di Icct, ha così commentato: «Le emissioni di particolato (polveri fini dannose per polmoni e sistema cardiaco), sono risultate incalcolabili perché superavano i limiti fisici della strumentazione a disposizione del laboratorio dei ricercatori della Czech University of Life Sciences Prague. Se questo fosse un comportamento sistematico, e se ci fossero più motociclette senza limitazioni sulle nostre strade, sarebbe dannoso per la salute delle persone che respirano e sentono le emissioni provenienti da queste moto. Servono più controlli su strada».Contattata dal consorzio di giornalisti, Ktm ha scaricato la responsabilità su rivenditori e clienti: «In merito ai modelli off-road dei marchi Ktm, Husqvarna e GasGas il gruppo vende e consegna tutti i modelli enduro a marchio ai propri concessionari autorizzati in condizioni conformi ai rispettivi requisiti di omologazione e idonei all'immatricolazione su strada. I nostri concessionari, a loro volta, vendono questi veicoli ai clienti finali esclusivamente in queste condizioni omologate e conformi alle normative stradali. I nostri prodotti si rivolgono principalmente a una clientela con una forte passione per gli sport motoristici. Di conseguenza, dopo l'acquisto, i clienti possono richiedere espressamente al proprio concessionario autorizzato di effettuare modifiche successive ai veicoli per l'utilizzo in competizioni. Tali modifiche, eseguite dal rispettivo concessionario, alterano il veicolo rispetto alle sue condizioni di consegna originali. Nell'ambito di queste modifiche per competizioni, richieste dal cliente, il concessionario informa esplicitamente il cliente finale che l'omologazione stradale del veicolo decade e che il veicolo non può più circolare su strade pubbliche», scrive Daniela Gehwolf di Ktm.Dalle interviste effettuate, però, appare chiaro che il cliente finale è all'oscuro di tutto. Anche se potrebbe sospettarlo, visto che la garanzia della moto, per questi modelli, è di solo un mese.In base alle affermazioni del whistleblower, anche altri competitor si sono adeguati al sistema creato dalla casa austriaca, che per altro sta attraversando un momento di tensione finanziaria dopo aver infilato una serie di perdite anno su anno che l'hanno portata sull'orlo del fallimento, scongiurato grazie all'arrivo di liquidità dagli indiani di Bajaj Auto.Contattato dal consorzio, il competitor Beta ha spiegato «che le moto da Enduro sportivo non sono destinate all'uso su strade pubbliche. L'omologazione, e quindi l'immatricolazione stradale, è necessaria principalmente per assicurare i veicoli, soprattutto contro i furti, che purtroppo si verificano frequentemente nei paddock dei circuiti di allenamento e gara».Germania e Italia sono le nazioni in cui è maggiore la vendita di queste motociclette, anche se i numeri in questione sono parecchio piccoli. Lo scorso anno, in Italia, le moto Enduro vendute sono state circa 55mila, comprendendo sia quelle da strada di grossa cilindrata che quelle da gara, più piccole e al centro dell'inchiesta, che sono una minima parte. In seguito alle segnalazioni di giornalisti e ong, i governi di Francia e Germania si sono detti pronti ad alzare l'asticella dei controlli. E anche alcuni parlamentari europei hanno intenzione di avviare un'inchiesta in merito.Un rivenditore di moto Yamaha ha confermato a un giornalista del consorzio di essere perfettamente a conoscenza di quanto avviene nel caso delle moto Ktm e ha assicurato che, per quanto riguarda la propria casa giapponese, un simile schema non è neppure immaginabile. C'è un però: per queste moto la tecnologia non si è ancora evoluta al punto da assicurare performance elevate, restando entro le regole europee delle emissioni, a parità di peso e potenza.
#Unrestricted: ecco come le moto Ktm aggirano le restrizioni ambientali
Dalle rivelazioni di un whistleblower le moto sono omologate secondo gli standard europei ma vendute con le modifiche per garantire le prestazioni richieste dal










