Le Ragioni di Israele
Raffaele Sabbadini
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Dobbiamo purtroppo, distanza di un anno, denunciare ancora una volta comportamenti che colpiscono e mettono in discussione la nostra identità: quella ebraica e quella LGBTQIA+. Un anno fa, al termine del Pride, abbiamo subito un’aggressione verbale dopo essere stati indicati come «assassini» e «terroristi» da persone presenti sul e attorno al carro Arci, soltanto perché esponevamo le bandiere che rappresentano la sintesi della nostra identità: quella LGBTQIA+, con il rainbow, e quella ebraica, con la Stella di David.
Eravamo persone ebree LGBTQIA+ italiane ed europee. Come interpretare quelle urla, se non come espressione di un antisemitismo evidente? Eppure quanto accaduto non è mai stato condannato dal Coordinamento del Roma Pride. Per mesi abbiamo chiesto una cosa semplice: aprire un percorso di dialogo autentico. Entrare nel Coordinamento del Roma Pride per ricostruire un confronto sereno tra le organizzazioni, contribuire alla scrittura del manifesto politico ed evitare che episodi simili potessero ripetersi.












