Fjord di Cristian Mungiu vince la Palma d’oro in un festival di Cannes influenzato dalle crisi internazionali

L’ombra della politica e le minacciose condizioni della geo­politica hanno pesato sulla cerimonia di chiusura del 79° festival di Cannes, che si è svolta il 23 maggio sul palco del Grand Théâtre Lumière. La polemica che ha scosso questa edizione – provocata dalle dichiarazioni dell’amministratore delegato di Canal+, Maxime Saada, in risposta al manifesto “Zapper Bolloré” (la lettera aperta pubblicata da Libération che denuncia l’egemonia di Vincent Bolloré sul cinema francese) – è stata evocata solo in modo indiretto dalla conduttrice della cerimonia Eye Haïdara e dal regista Emmanuel Marre, vincitore del premio per la migliore sceneggiatura con Notre salut.

Al termine della cerimonia il romeno Cristian Mungiu ha ricevuto la Palma d’oro per Fjord, il suo settimo film, entrando nel ristretto club di chi l’ha vinta due volte (la prima nel 2007 per 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni). Come molti altri, il vincitore si è detto preoccupato per la situazione attuale, evocando “società divise e radicalizzate” e ammettendo di non essere “molto orgoglioso di quello che lasceremo ai nostri figli”.