di
Roberto Gressi
Le ambizioni dei grandi, le mosse dei piccoli e i sospetti anche tra «amici». Così i partiti si preparano alle Politiche
Giorgia Meloni: le chiavi per il bisStamina, quella Giorgia Meloni, che manco il pugile Vito Antuofermo. Perché il cazzottone del referendum avrebbe abbattuto un toro. E poi via, senza pensarci due volte, fuori dalle scatole Andrea Delmastro, e pure Daniela Santanchè, che anche Ignazio La Russa non si deve allargare, a casa Giusi Bartolozzi, e Nordio uomo avvisato. Poi l’hanno liberata da quel controfagotto di Venezi a Venezia.
Basta sconti, trottare e muti, il primo scrollone è stato per i suoi. Boccata d’ossigeno nella laguna, uno schiaffone all’Europa dei burocrati, un aggancio con Confindustria, e adesso la legge elettorale con il premio di maggioranza. Per vincere l’anno prossimo, ovviamente. Ma addirittura meglio perdere, se proprio si deve, piuttosto che finire nel pantano dell’unità nazionale e dei governi tecnici. Combattente.










