lunedì 25 maggio 20264' di letturaTic-tac, tic-tac: suona la sveglia per la sinistra. Il sonno profondo in cui sono piombati Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni dopo il referendum è finito. Con il voto delle elezioni comunali, infatti, svaniscono i sogni su cui si crogiolavano i progressisti: "Cacciare Giorgia Meloni da palazzo Chigi" e chi più ne ha più ne metta. Inutile negare che negli ultimi mesi la narrazione è stata questa. E invece in una tornata elettorale di amministrative di fine maggio, ecco che arriva la batosta. Di quelle che fanno male.A Venezia il centrodestra con Simone Venturini fa il vuoto su Andrea Martella (dato per favorito), a Reggio Calabria c'è un plebiscito per Francesco Cannizzaro (ha raccolto il 70 per cento dei voti) e nella rossa Toscana ad Arezzo Marcello Comanducci è in vantaggio e conquista il ballottaggio. Tre squilli, tre sberle, chiamatele come volete, ma la sostanza non cambia: il centrosinistra che si sentiva la vittoria in tasca deve fare i conti con una battuta d'arresto molto pesante. E di fatto, quando l'arresto avviene all'improvviso e mentre sei lì che viaggi sicuro e spavaldo con il gomito fuori dal finestrino, ci si fa male. Ed è in questo quadro che alcune parole pronunciate da Elly Schlein in laguna oggi si trasformano, per lei e per il Pd, in un dolorosissimo boomerang. "Venezia può segnare un punto di ripartenza per l’intero Paese e dare un segnale: diamo una spinta per mandare a casa il governo Meloni", aveva tromboneggiato Elly Schlein lo scorso 22 maggio chiudendo la campagna elettorale di Martella.Comunali, Venezia al centrodestra al primo turno: clamoroso exploit, la telefonata in diretta di Meloni a Venturini. Boom anche a Reggio Calabria. Tutti i risultatiElezioni comunali. E il verdetto delle urne spezza i sogni della sinistra: il tanto invocato "effetto-referendum&qu...E a quanto pare la spinta non c'è stata affatto. Anzi. Dopo queste elezioni amministrative il centrodestra si compatta, ne esce ancor più forte e trova tutte le carte necessarie per gestire in modo sereno e virtuoso questo ultimo scorcio di legislatura. Anche perché Venezia fa male. Eccome. Infatti in queste ore, sui social, sta montando la slavina di sfottò per lo slogan coniato per il candidato sindaco progressista in laguna: "Boom boom Martella". La firma in calce è quella di Skardy, voce dei Pitura Freska, storico gruppo musicale veneziano presente sul palco proprio durante l'evento conclusivo della campagna elettorale. L'exploit c'è stato, il "colpo" si è sentito. Peccato però che a fare il "boom" sia stato il centrodestra. Questa volta non ci sono voli da prendere di notte e di corsa per presentarsi davanti ai flash dei fotografi che osannano il vincente di sinistra di turno. No, questa volta a Schlein e Conte resta una cosa da fare: leggere Filippo Ceccarelli su Repubblica e aggrapparsi a quella foto di "un quasi bacio", proprio tra Elly e Giuseppi, che nei sogni dell'universo progressista sarebbe stata l'immagine-simbolo dell'inizio "di una nuova fase". Già, ma quale?Al solito, sul caso-Venezia, Massimo Cacciari fa il punto senza peli sulla lingua: "Per le elezioni comunali di Venezia era difficile immaginare una débâcle così pesante per il centrosinistra. L'astensione sembra aver colpito soprattutto un elettorato giovane, che non si è riconosciuto nella candidatura di Andrea Martella. Proprio quei giovani che poche settimane fa avevano fatto sentire la propria voce in occasione del referendum sulla giustizia, questa volta sono mancati del tutto", ammette. Poi Giorgia Meloni, che infilza i progressisti con una stoccata che fa male: "E anche oggi, il tanto annunciato crollo del centrodestra, lo rimandiamo a domani”. E ancora Fabio Rampelli, che rimarca: "La sinistra sfascista non vincerà". Quindi Giovanni Donzelli, responsabile dell'organizzazione di Fratelli d'Italia, che gongola: "Si erano presentati tutti" i leader del centrosinistra "a Venezia convinti di proseguire con la narrazione su Meloni finita, il centrodestra in crisi" dopo il referendum, "settimane e settimane che si parlano addosso e gioiscono a sinistra su come è cambiato il vento, poi arrivano gli italiani e si esprimono e si svegliano e i loro sogni si infrangono con la realtà dei fatti". Ineccepibile.Tanto che anche nel Pd sono costretti ad ammettere l'evidenza. Si prendano le parole di Igor Taruffi, responsabile dell'Organizzazione dem, che allo Speciale Tg2 sul voto prima ha provato a parare il colpo: "Erano 18 i comuni i capoluoghi di provincia al voto, vedremo quale sarà il risultato finale”, ha premesso. “Per il momento sicuramente bene in alcune regioni", ha aggiunto riferendosi alla Toscana dove il centrosinistra vince a Prato e strappa Pistoia al centrodestra. “E anche in altre regioni, in Campania, ad esempio ci sono risultati positivi, come quello di Avellino”. Poi, però, l'ineludibile: “Ci sono insomma diversi elementi positivi, poi certo ci sono anche alcuni risultati che non ci lasciano del tutto soddisfatti". Già, Venezia per il Pd e per la sinistra è un siluro inatteso. Uno di quelli che fanno più male. Soprattutto a una Schlein che appare sempre più debole.Comunali, scandalo in Campania: cosa nascondeva sotto la sella dello scooterNon ci sono solo Venezia o Reggio Calabria al voto per le elezioni comunali. E i veleni scorrono soprattutto nei seggi d...