Il nuovo sindaco non ha ancora indossato la fascia tricolore, ma nella coalizione è già partita la corsa a giunta, sottogoverno e spoil system. Tra azzurri, Fdi, Scopelliti, Lega e piccoli alleati, il primo banco di prova sarà la gestione degli appetiti
“Ci sono almeno due Morrie che gli stanno rompendo le palle sin dal primo exit poll. Non se ne può più , e che diamine! Ma fategli indossare almeno la fascia tricolore prima di metterlo sotto la pressa delle richieste “. Chi sgranocchia di res cannizzariane, non esita a paragonare il pressing asfissiante di taluni attori politici, ma forse sarebbe meglio definirli comparse alla Jimmy il Fenomeno, a quello di Morrie Kessler nel mastodontico “The goodfellas “. Morrie era il proverbiale rompiballe col vizio di chiedere la propria parte in maniera ossessiva a De Niro, che però non gliela dava. Primo perché gli stava antipatico per il suo pretendere, poi perché era convinto che non meritasse.
Il pressing sul nuovo sindaco
Ironia del raffronto a parte, il nuovo sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, deve già far fronte ai pressatori più o meno antipatici. Quelli che non hanno il senso della misura- e ce ne sono diversi nella galassia di centrodestra reggina– pretendendo riconoscimenti fuori e dentro il perimetro della prossima giunta municipale e a cui, dati alla mano, non avrebbero diritto. E però, un piatto di minestra lo avranno tutti, il che non significa necessariamente che ogni sigla sarà rappresentata nell’esecutivo cittadino. I posti sono limitati, ma c’è il sottogoverno, il quale in una realtà articolata come quella metropolitana, offre più di una soluzione, e di uno strapuntino.












