Sulla querelle sulla piscina comunale si apre una nuova partita. L’ex gestore dell’impianto del Palazzetto, il presidente del Circolo Nuoto Lucca Pietro Casali, ha fatto ricorso al Consiglio di Stato contro il Comune. Un’azione particolarmente onerosa, su cui ha meditato ma che secondo Casali contiene tutti i presupposti utili a un finale di “buonsenso“. “In realtà se fosse stata solo connessa al buonsenso, e non di carte, la questione sarebbe stata chiusa prima di iniziare – dice Casali –. Però, visto che al Tar era finita con un sostanziale pareggio, ho deciso di avviare il ricorso con il quale richiedo il ristoro di almeno 30mila euro di danni subiti per mancati introiti. Però non è una mera azione speculativa, con il ricorso si richiede anche la gestione della piscina del Palazzetto“.
Ma la piscina del Palazzetto è chiusa da anni, si dirà, e c’è il progetto dell’impianto “Silver“ che l’amministrazione vuole realizzare nell’area della ex Croce Rossa alle Tagliate. “Che mi risulti non c’è una sola pezza d’appoggio che dimostri l’avvio di quel progetto, se non lo studio di fattibilità tecnico-economica che è largamente preliminare – dice Casali –. Non è stata nemmeno approvata la variante urbanistica imprescindibile, in quanto il nuovo Palazzetto da mille posti andrebbe a occupare parte dell’area di parcheggio. E comunque prima di demolire il vecchio Palazzetto dovranno aver costruito il nuovo. Questo significa almeno 4-5 anni in cui noi potremmo tornare a gestire la piscina e la città potrebbe riavere questo servizio“.










