Va premesso: per essere uno che alla politica attiva si affaccia ora il risultato in termini di preferenze (368) sbalordisce. Poi, a vedere chi c’è dietro a quel numero, la sorpresa si smorza un po’. Perché Sandro Giannessi, il medico chirurgo in pensione da un anno, l’uomo dei record col bisturi e a questo punto anche tra i civici nelle liste, di attestati di stima in vita sua ne ha ricevuti parecchi. Quella delle urne, insomma, è un po’ una conferma di fiducia di cui il dottore sapeva già di godere. Debutto sorprendente per lui personalmente ma anche per la lista in sé che una spinta notevole a Capecchi ha contribuito a darla (11,49%, tradotto in voti 4.540). Così come fu per la civica che nel 2022 appoggiò Tomasi. E anche se ogni percorso fa storia a sé, attingendo a quegli scenari vecchi quattro anni si può notare un fatto: Margherita Semplici, ovvero colei che sbancò le preferenze nella civica Ale Tomasi Sindaco, fu poi battezzata assessora. Legittimo quindi fantasticare in forza di quei risultati anche sulle possibili investiture di Giannessi. Magari proprio su sanità e sociale.

Lui invece è cauto e prudente. "Non mi sento di esprimermi sull’argomento e non per il politicamente corretto – dice lui -, ma in coerenza con lo spirito col quale ho vissuto questa esperienza: essere al servizio della città e quindi di Giovanni Capecchi. Certo, i rumori che si sentono fanno piacere perché testimoniano un credito che una persona ha. Ma sarebbe una bugia dire che non sapessi di averne". In pensione da maggio 2025, Giannessi si è rimesso in gioco in altra veste sposando la causa di Capecchi. "Non conoscevo Giovanni, ma ho apprezzato da subito il suo approccio ed è scoccata una scintilla e quindi il coinvolgimento dopo le primarie in una lista che mai al suo interno ha avuto antagonismi e conflitti. Ho sempre partecipato con spirito di servizio e volontariato. Nessun personalismo, anche adesso".