CITTA’ DI CASTELLO – "Raccontare il santo in modo semplice, immediato e accessibile, invitando a riscoprire la sua figura al di là delle immagini consolidate e spesso idealizzate per far emergere un uomo inserito nella quotidianità, segnato da fragilità, inquietudini e limiti, capace di parlare ancora oggi al cuore delle persone": così il vescovo monsignor Luciano Paolucci Bedini e Padre Giuseppe Renda hanno parlato della mostra "Io, Frate Francesco. 800 anni di una grande avventura", in corso fino al 31 maggio nella chiesa di San Francesco (nell’ambito delle celebrazioni della diocesi tifernate per l’ottavo centenario del santo).

L’esposizione, curata dai Frati minori della Porziuncola per il "Meeting per l’Amicizia fra i popoli", utilizza pannelli sintetici e audioguide. Inserita in un itinerario europeo che nel 2026 tocca numerose città, la mostra è visitabile fino al 31 maggio (tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 18), fino al 31 maggio, con catalogo al Museo diocesano. In questa cornice si è tenuto l’incontro "Francesco, alter Christus", aperto dal saluto del vescovo quindi nella sua relazione Padre Giuseppe Renda (frate minore francescano) ha evidenziato la dimensione profondamente umana del santo, "descrivendolo come un uomo immerso nella quotidianità con le sue fragilità, ma capace di indicare un cammino concreto di fraternità". Il prossimo appuntamento del programma si terrà il 18 giugno insieme a monsignor Felice Accrocca vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno.