rCAIRATE

Per quattro anni quella vicenda familiare ha pesato sulla vita di un 49enne di Cairate. Ora al termine del processo davanti al Tribunale di Busto Arsizio, è arrivata la sentenza: assolto dalle accuse di violenza sessuale e maltrattamenti nei confronti della moglie. Il collegio composto dai giudici Fazio, Ceffa e Graziano ha stabilito l’assoluzione dell’uomo per due dei capi d’imputazione "perché il fatto non sussiste", dichiarando inoltre improcedibile un’altra contestazione. L’imputato, difeso dall’avvocato Riccardo Stucchi, ha lasciato il tribunale da uomo libero dopo una vicenda giudiziaria iniziata nel 2022. La Procura aveva chiesto una condanna severa: sei anni e nove mesi di reclusione. Secondo l’accusa, il 49enne avrebbe sottoposto la moglie a continui comportamenti vessatori, alimentati da una gelosia ossessiva e culminati, secondo la ricostruzione accusatoria, in episodi di aggressione fisica e rapporti sessuali non consensuali. Nel corso del dibattimento, però, il quadro emerso in aula è apparso più complesso. La difesa ha descritto una relazione conflittuale, segnata da tensioni reciproche e da dinamiche che, secondo gli avvocati dell’uomo, non avrebbero configurato il tipico schema dei maltrattamenti familiari. Attenzione è stata dedicata alle testimonianze. Alcuni testimoni avrebbero descritto la donna come una figura dominante all’interno della coppia, mentre sulle pratiche sessuali contestate la difesa ha sostenuto che si trattasse di esperienze condivise e consensuali. A pesare nel processo sarebbe stata anche la deposizione di uno specialista ascoltato come "testimone neutro", che avrebbe confermato l’assenza di uno squilibrio di potere nella relazione e la natura consensuale dei rapporti contestati. Ch.So.