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21 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 19:16
È stato ribaltato in appello il verdetto di assoluzione pronunciato in primo grado dal Tribunale di Macerata nei confronti di un 31enne che era stato assolto dall’accusa di violenza sessuale in auto su una minorenne nel 2019 e che aveva innescato una serie di reazioni politiche e istituzionali. La Corte d’appello di Ancona lo ha condannato per violenza sessuale ma nell’accezione di minore gravità con condanna a tre anni di carcere. I giudici di primo grado avevano escluso lo stupro riferendosi, tra le argomentazioni, al fatto che la giovane “aveva già avuto rapporti e era in condizione di immaginarsi i possibili sviluppi della situazione”.
La sostituta procuratrice generale di Ancona, Cristina Polenzani, nella sua requisitoria aveva chiesto di riformare la sentenza di assoluzione e condannare l’imputato per violenza sessuale alla pena richiesta in primo grado (4 anni e 1 mese), o in subordine per fatto di minore gravità con pena che potrebbe scendere entro i limiti della sospensione condizionale. La sostituta pg, nel corso dell’intervento, aveva sottolineato che le parole della ragazza furono “precise e puntuali”, che acconsentì ad “effusioni” e manifestò subito di non voler andare oltre. “Per non incorrere in violenza – ha ricordato la magistrata – il consenso ci deve essere dall’inizio alla fine del rapporto: lei manifestò subito il suo no” mentre “l’imputato non percepì volontariamente la volontà della ragazza”.











