«Aveva già avuto rapporti dunque era in condizione di immaginarsi i possibili sviluppi della situazione». Recita così un passaggio della sentenza – nella parte delle motivazioni – scritta dai giudici del Tribunale di Macerata che assolve un 31enne dall'accusa di violenza sessuale su una ragazza di origine straniera, allora 17enne, nel Maceratese. Oggi è prevista un'udienza ad Ancona per il giudizio d'appello sulla vicenda.
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I fatti risalgono a sei anni fa, quando la ragazza minorenne e l’imputato erano usciti in auto insieme ad un'altra coppia. Gli altri due erano scesi, in una zona appartata, e la parte offesa e l'allora 25enne erano rimasti soli. Proprio in quei momenti si sarebbe consumato lo stupro giudicato come un rapporto consenziente dai giudici. La giovane aveva ribadito di non aver voluto il rapporto con l'imputato e che «aveva provato a respingerlo con un pugno ma non si poteva muovere» dopo che l'imputato l'avrebbe bloccata con una mano sulla spalla causandole lividi guaribili in otto giorni. Secondo la difesa si trattava di un rapporto consenziente anche perché, scrivono i giudici, la 17enne non aveva in alcun modo opposto resistenza né invocato aiuto. Secondo quanto scritto dai giudici e riportato da Il Messaggero, «il suo ripensamento non è stato recepito dall'imputato se non, forse, al termine del breve rapporto quando la ragazza» era tornata nel residence. Poi la giovane si era confidata con le amiche e un'insegnante – venuta a conoscenza del fatto – l'aveva accompagnata in pronto soccorso e a sporgere denuncia.










