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21 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 13:46

Da tempo viene chiesta dalle associazioni che tutelano le vittime di violenza sessuale una legge sul consenso e oggi, con l’inizio in Corte d’appello di Ancona di un processo all’imputato “assolto” in primo grado perché la ragazza, all’epoca 17enne, “aveva già avuto rapporti dunque era in condizione di immaginarsi i possibili sviluppi della situazione”, l’argomento torna a essere politico con la richiesta del Pd di approvare la legge in materia.

A innescare la reazione le motivazioni del processo di primo grado nei confronti di un uomo, all’epoca 25enne, assolto dall’accusa perché non più vergine. Come riporta Il Messaggero la minorenne, una cittadina straniera a Macerata per motivi di studio. “accettato la proposta dell’amica di un’uscita in quattro, in compagnia di due ragazzi italiani pressoché sconosciuti e di appartarsi in tarda serata in automobile in un luogo isolato e scarsamente illuminato“. La prima coppia era scesa e la 17enne aveva accettato di sedersi sul sedile posteriore “nonostante fosse evidente a chiunque che fossero giunti in quel posto proprio a tale scopo” presumono i magistrati. La 17enne però aveva denunciato di essere bloccata e di aver opposto resistenza cercando di dare un pugno perché non voleva avere un rapporto. Ma l’uomo aveva proseguito lasciandole anche un livido sulla spalla bloccata. La giovane si era confidata con un’amica e con un’insegnante. Era stata quindi visitata e presentata una denuncia.