HomeLegnanoCronacaBallottaggio per il sindaco. Incubo astensionismo. Prove di apparentamentiLegnano, i voti degli esclusi decisivi nel rush finale tra i due rimasti in lizza. Ma va trovato anche il modo di convincere al voto chi ha disertato il primo turno. .Legnano, i voti degli esclusi decisivi nel rush finale tra i due rimasti in lizza. Ma va trovato anche il modo di convincere al voto chi ha disertato il primo turno. .Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciCi saranno apparentamenti ufficiali, da comunicare sette giorni prima del ballottaggio, oppure i due candidati che non prenderanno parte al secondo turno si limiteranno a dare indicazioni di voto generiche – o nessuna indicazione - ai loro elettori? Dopo l’esito del primo turno che, grazie al voto degli elettori legnanesi, ha promosso al ballottaggio il sindaco uscente della coalizione di centrosinistra, Lorenzo Radice, 43,29%, e quello del centrodestra Mario Almici, 39,57%, sono proprio le posizioni di Carolina Toia e Federico Amadei, i due candidati esclusi, a essere sotto i riflettori. La prima porta in dote oltre il 10% dei voti e il secondo il 6,7%, ed è evidente che questi voti facciano gola ai due competitor del ballottaggio del 7 e 8 giugno. È però vero che, malgrado la vicinanza dell’una al centrodestra (Toia) e dell’altro al centrosinistra (Amadei), le posizioni espresse nei confronti dei potenziali "vicini di banco" durante la campagna elettorale sono state tali da lascare poco spazio alla mediazione. Da una parte è stata però Carolina Toia a prendere l’iniziativa sostenendo che, al netto del voto, lei e i suoi sostenitori sono "qui per garantire che il futuro di Legnano sia consegnato nelle mani giuste". Dall’altra il sindaco uscente Radice, ha invece insistito sulla volontà di dialogare, conservando però spirito e obiettivi della squadra che l’ha condotto sino a qui.