I muri parlano di retail. Una destinazione che continua a piacere al mercato immobiliare, soprattutto se si tratta d’investire in retail park e in centri commerciali, come dimostra il progetto di estensione del centro commerciale torinese Le Gru a Grugliasco, annunciato dal gruppo Klépierre con un investimento da 80 milioni (da aggiungersi ai 35 milioni spesi nelle fasi di rinnovo realizzate tra il 2020 e il 2025; in tutto 115 milioni). Sulla nuova superficie di 7.700 metri quadrati (per un totale di superficie delle Gru verso i 90 mila mq), andranno al debutto in tutto 32 negozi, dalla fine di quest’anno fino al 2027. Oltre a un secondo parcheggio pluripiano, verrà realizzata una zona ristorazione (food court) di 3 mila mq per ospitare 18 store e l’ulteriore area commerciale di 4.700 mq sarà destinata a 14 punti vendita occupati tra gli altri da Normal, Dyson, Dan John e Goovi.
Il retail park è il fenomeno del momento
In realtà, il retail park (o centro commerciale scoperto, all’aperto) è «l’asset che si afferma per eccellenza, non solo in Italia ma anche in Europa per esempio in Spagna e nei paesi orientali mentre in Germania, Francia e Uk il format vive una fase positiva di rinnovamento», spiega a ItaliaOggi Francesco Pupillo, direttore Mapic, piattaforma dedicata al mercato immobiliare commerciale e retail che in Italia festeggia i suoi primi 10 anni con la propria kermesse in calendario oggi e domani a Rho Fiera Milano. Nella Penisola i retail park (oggi con costi d’investimento più bassi di altri format) sono nati soprattutto vicino ai centri commerciali, anche se si sono sviluppati progressivamente in modo autonomo. Da quello di Serravalle al torinese Settimo cielo, ne esistono di varie tipologie, compresa quella con un’estetica e un design che la fanno assomigliare più a un outlet.









